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08 agosto 2020, Aggiornato alle 12,18
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Armatori

Sei armatori d'Oriente per THE Alliance

Intesa tra Hanjin, K Line, Osk, Nippon Yusen e Yang Ming. È l'alleanza armatoriale d'Oriente di cui gli interessati ne sottolineano la primarietà. Si parte ad aprile 2017, previo via libera delle antitrust


Hanjin, Hapag-Lloyd, "K" Line, Mitsui O.S.K. Lines, Nippon Yusen Kaisha e Yang Ming hanno deciso di creare una nuova alleanza che copre tutte le rotte commerciali est-ovest, ovvero Asia-Europa/Mediterraneo, Asia-Nord America, Asia-Medio Oriente/Golfo Persico/Mar Rosso e le rotte transatlantiche. Si chiamerà "THE Alliance", con l'articolo maiuscolo a indicare la primarietà di questa alleanza su tutte le altre. Le parti hanno firmato, comunicano le compagnie in una nota, un accordo vincolante, per essere operativi ad aprile 2017, previa approvazione delle autorità di regolamentazione competenti. La durata iniziale della collaborazione sarà di cinque anni.

Se andrà in porto, THE Alliance avrà una flotta di 620 navi per 3,5 milioni di teu di capacità, pari al 18 per cento della flotta portacontainer mondiale. La particolarà di THE Alliance, secondo gli armatori interessati, è la copertura dei servizi: tutto il mondo tranne l'Oceania.

Ora lo scacchiere delle alleanze armatoriali si fa sempre più complicato. THE Alliance si affianca, come importanza, a 2M (Maersk ed Msc), Ocean Alliance (Evergeen, Cma Cgm, Cosco, Oocl) e Ocean Three (Cma Cgm, China Shipping e Uasc). Senza dimenticare G6, che però dovrà essere riformulata ora che Cma Cgm e Nol stanno per fondersi. Passando alle fusioni, una importante in arrivo è quella tra Hapag Lloyd e Uasc per mettere insieme le attività container. Non è detto che ci riusciranno, informano gli stessi armatori. Una già avvenuta, bella grossa, è quella tra China Shipping e Cosco.

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Foto in alto: Giuseppe Barratold, a sinistra, assiste insieme a V. P. Auditore, l'arrivo del piroscafo Acquitania. (via)