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18 giugno 2021, Aggiornato alle 17,30
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Armatori

Ok della Ue alla fusione tra Cma Cgm e Nol

A patto però che la controllata Apl esca dall'alleanza G6 (e mancano ancora l'ok di altre autorità). I progetti di fusione futuri dovranno tenere conto sempre più delle alleanze


Cma Cgm e Neptune Orient Lines potranno fondersi, a patto però che American President Lines (Apl, sussidiaria Nol) esca dall'alleanza G6. Sono le condizioni dettate dalla Commissione europea che ha autorizzato il progetto di fusione dell'armatore francese con quello di Singapore.

Una condizione che gli stessi armatori e analisti si aspettavano e che quindi non dovrebbe pregiudicare gli interessi della G6 (Hapag-Lloyd, Hyundai Merchant Marine, Mol, Nyk, Oocl e Apl), come hanno sottolineato gli stessi armatori coinvolti nell'alleanza a dicembre scorso, all'indomani del preaccordo tra Cma Cgm e Nol avvenuto qualche settimana prima. Tra i due armatori, all'inizio delle trattative, c'era anche la compagnia danese Maersk, prima che l'armatore francese decidesse di trattare solo con Nol.

La Commissione Ue ha osservato che l'uscita da questa alleanza è necessaria in quanto creerebbe una concentrazione preoccupante sia sulla G6 che sulla Ocean Three, l'alleanza tra Cma Cgm, China Shipping e Uasc. Ora si attendono altre autorizzazioni dalle autorità competenti, come quella della statunitense Federal Maritime Commission, autorità di controllo che dovranno tenere in considerazione molto più che in passato il groviglio di alleanze armatoriali nate, e in corso di sviluppo, negli ultimi anni. Lo scacchiere è sempre più affollato, man mano che la crisi del trasporto marittimo – che si traduce principalmente in un eccesso di offerta di stiva a fronte di una domanda non all'altezza (oversupply) – perdura. Le principali alleanze e fusioni armatoriali attualmente sono:

L'eventuale fusione tra le due compagnie creerebbe un armatore con l'11,5% della quota di mercato del trasporto container (sommando le attuali quote: 8,8% Cma Cgm e 2,7% di Nol). Sommando invece le due flotte, le navi a disposizione salirebbero a 564 (470 di Cma Cgm e 94 di Nol), pari a una capacità di movimentazione annuale di 17,9 milioni di teu e una capacità di stiva di 2,4 milioni di teu.