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25 ottobre 2020, Aggiornato alle 12,46
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Infrastrutture

Prossimo passo: le portacontainer ad ammoniaca

Il Lloyd's Register certifica un progetto Daewoo Shipbuilding-MAN per una ultra-large da 23 mila TEU che utilizza il carburante alternativo all'idrogeno

(Hapag-Lloyd)

a cura di Paolo Bosso

Nei prossimi anni il costruttore navale coreano Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering e il costruttore europeo di motori MAN Energy Solutions progetteranno e costruiranno portacontainer ultra-large da 23 mila TEU alimentate ad ammoniaca.

La nave rientra in un più ampio programma di sviluppo avviato a inizio anno tra costruttori navalmeccanici asiatici e il Lloyd's Register. È il primo al mondo per una portacontainer di questa stazza e potrà essere applicato anche a petroliere, rinfusiere e gasiere. Arriva poche settimane dopo la certificazione della prima tanker ad ammoniaca. Terminata la fase di progettazione, la prima portacontainer sarà costruita in Corea del Sud.

L'ammoniaca come carburante marittimo è un'alternativa all'idrogeno e sotto certi punti di vista è più conveniente. L'armatore italiano Emanuele Grimaldi, per esempio, lo preferisce. È liquida praticamente a temperatura ambiente e con una pressione di otto atmosfere. È più densa dell'idrogeno, quindi a parità di peso eroga più energia, e per essere sintetizzata richiede sostanze meno inquinanti, ovvero l'azoto o lo stesso idrogeno. Quest'ultimo, invece, è liquido a 160 gradi sottozero e utilizza il carbonio per essere sintetizzato, una molecola che produce anidride carbonica.

Odin Kwon, vicepresidente di Daewoo Shipbuling, spiega che le portacontainer ad ammoniaca richiedono un design più complesso di quelle tradizionali, «perché il serbatoio del carburante e gran parte dell'impianto di rifornimento sono in uno spazio chiuso, cosa che richiede la massimizzazione della sicurezza e l'eliminazione dei rischi. 

Chiusa la fase di progettazione navale della portacontainer, si passerà a un'indagine di mercato per la fattibilità commerciale, continuando a studiarne parallelamente la maturità tecnica e la sicurezza. «Ora - conclude Kwon – attendiamo solo la consgegna dei motori MAN».

«Collaboriamo con i partner esterni, ove possibile - afferma Bjarne Foldager, senior vice president MAN Energy Solutions – per sviluppare soluzione sostenibili. Credo che questa collaborazione con Lloyd's Register e DSME sia proprio il tipo di leadership ambientale richiesta dal mercato». «Un passo importante di questo decennnio verso la decarbonizzazione del trasporto», per Jin-Tae Lee, a capo della divisione Offshore Nord Est Asia di Lloyd's Register.

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