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24 giugno 2021, Aggiornato alle 19,22
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Infrastrutture

Porto di Cagliari, fiscalità agevolata e nuove gru per rilanciare il terminal container

Il sindaco Truzzu e l'assessore Guarracino scrivono al governo chiedendo il rilancio del porto canale

La zona portuale di Cagliari (comune.cagliari.it)

Il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, e l'assessore al Mare del Comune, Alessandro Guarracino, hanno scritto al governo chiedendo il rilancio del terminal container del porto canale, senza terminalista da giugno 2019, mese del disimpegno di Contship Italia (e dopo un mancato affidamento a PIFIM oltre un anno dopo).

La lettera rientra in un piano di rilancio che va dalla zona di Giorgino a quella di Marina Piccola. In mezzo, 250 persone da quasi due anni senza lavoro. «È nostra ferma intenzione fare di tutto perché i lavoratori riprendano il loro lavoro, chiediamo che venga istituita una Agenzia per il lavoro terminalistico del transhipment», si legge nella lettera che Truzzu ha inviato al ministero delle Infrastrutture, a quello dello Sviluppo economico, del Lavoro, dell'Economia e a quello per il Sud. Il Comune vorrebbe «un'operazione di scouting attraverso un advisor specializzato nel campo del transhipment al fine di individuare i soggetti autorevoli che possano essere interessati al sito di Cagliari».

Raccogliere manifestazioni di interesse, «purché – scrivono Truzzu e Guarracino - si arrivi alla rapida istituzione della Zona economica speciale. Senza convenienze fiscali, è difficile attirare imprese interessate a cospicui investimenti. Occorrono risposte definitive perché sul territorio restano disagi sociali enormi».

Sul terminal container di Cagliari si è recentemente fatta avanti Grendi, che vorrebbe una parte di banchina per le sue attività. In una nota pervenutaci, il Gruppo Grendi ha precisato di avere «interesse alla gestione di una parte della banchina del terminal internazionale del porto di Cagliari, non limitatamente alle attività del Gruppo ma con l'obiettivo di rilancio delle attività di movimentazione container internazionali, per permettere al mercato sardo un collegamento con network globale e a cui servirebbe una zona economica speciale per favorire il rilancio del porto». è molto grande e ha il suo punto di forza in fondali profondi. È esteso 400 mila metri quadri, con 1,600 metri lineari di banchina e 16 metri di fondale. Uno spazio che però avrebbe bisogno di nuovi investimenti, secondo il Comune di Cagliari «in particolare per rendere conforme il parco gru alle nuove dimensioni delle porta-container di ultima generazione».

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