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21 ottobre 2020, Aggiornato alle 08,46
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Pirati, crescono di un quarto gli attacchi alle navi nel 2020

L'International Maritime Bureau's ha registrato 98 episodi nel primo semestre. Il Golfo di Guinea rimane l'area più pericolosa


È tornata a sventolare in modo inquietante la bandiera nera con il teschio. Lo conferma l'International Maritime Bureau's (Imb) che ha infatti registrato nel secondo trimestre di quest'anno 51 attacchi di pirati contro le navi, con un aumento del 27% rispetto allo stesso periodo del 2019 che segue il rialzo del 24% degli incidenti segnalato nel primo trimestre del 2020

Nel primo semestre del 2020 gli attacchi sono stati complessivamente 98 (+26%), di cui 36 attacchi contro navi cisterna, 21 contro rinfusiere, 17 contro portacontenitori e 24 contro navi di altro tipo. Le navi abbordate sono state 81, quelle oggetto di un tentato assalto 10, e quelle oggetto di colpi d'arma da fuoco 6, mentre una nave è stata sequestrata. Sono stati presi in ostaggio 23 marittimi e altri 54 sono stati rapiti. Dieci marittimi sono stati minacciati o aggrediti e 6 sono stati feriti.

"La violenza contro gli equipaggi - ha spiegato il direttore dell'Imb Michael Howlett - è un rischio crescente in una forza lavoro che è già posta sotto una pressione immensa per le difficoltà legate alla pandemia. Nel Golfo di Guinea, dove si verifica il 90% dei rapimenti, gli aggressori armati di coltelli e pistole ora prendono di mira gli equipaggi su ogni tipo di nave. Tutti sono vulnerabili". 
 

Tag: pirati - marittimi