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20 ottobre 2020, Aggiornato alle 21,16
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Ok del Parlamento, verso le crociere di cabotaggio anche in Italia

Camera approva due ordini del giorno: consentire alle navi da crociera di effettuare viaggi su porti nazionali e avviare sgravi previdenziali per le compagnie iscritte al Primo registro

Beatrice Lorenzin, deputata del PD, firmataria dell'ordine del giorno insieme ai colleghi Pietro Navarra, e Davide Gariglio (linkiesta)

Con l'avvio, tra pochi giorni, delle prime crociere marittime (non solo fluviali), anche l'Italia si appresta a sbloccare la situazione permettendo a questo tipo di navi di effettuare itinerari di cabotaggio, probabilmente con partenza e arrivo da un unico porto, senza transiti, senza sbarchi di turisti da un porto all'altro. Tre deputati del Partito Democratico, Beatrice Lorenzin, Pietro Navarra, e Davide Gariglio, hanno presentato un ordine del giorno, approvato oggi dalla Camera, che impegna il governo a rispondere alle istanze presentate dalle associazioni del settore.

Per effettuare le crociere di cabotaggio, almeno in Italia, bisogna modificare il Registro internazionale per permettere a questo tipo di navi di "sovrapporsi" ai traghetti (anche loro fanno cabotaggio).

Per la precisione, gli ordini del giorno impegnano il governo su due fronti. Quello che riguarda le crociere di cabotaggio:

• consentire alle navi da crociera già iscritte nel Registro internazionale italiano la possibilità di effettuare servizi di crociera che tocchino esclusivamente porti nazionali, fino al 31 dicembre 2020;

e quello che riguarda gli sgravi per le compagnie iscrite al Primo registro, scarsamente coperte, in generale, dai decreti economici che si sono succeduti negli ultimi mesi:

• consentire alle imprese armatrici di tutte le unità iscritte nel Primo registro che esercitano attività di cabotaggio e di bunkeraggio marittimo, nonché adibite a deposito ed assistenza alle piattaforme petrolifere nazionali, che non godono di alcun strumento di sostegno o ristoro per affrontare l'emergenza sanitaria, di essere esonerate fino al 31 dicembre 2020 dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali come previsto dalla legge 30 del 1998.

Leggi gli ordini del giorno di Lorenzin, Navarra e Gariglio

Soddisfatta Confitarma. «L'auspicio – commenta - è che il governo adotti in tempi rapidi il provvedimento necessario per rispettare gli impegni assunti».

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