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Genova sotto stress, tra fusione Psa-Sech e caos viabilità

Rimandata al 10 luglio, forse, la delibera di approvazione per l'operazione terminalistica. Ma c'è anche l'offerta di Aponte. Intanto la circolazione è nel caos


a cura di Paolo Bosso

Rimandata, forse, alla prossima riunione del Comitato di gestione, il 10 luglio, la delibera di approvazione della fusione tra Psa e Sech, nel porto di Genova, che porterebbe il gruppo terminalistico di Singapore ad acquisire il container terminal di calata Sanità, dove già detiene una quota del 40 per cento.

Non è arrivata all'ordine del giorno, la delibera, nell'ultima riunione del Comitato di gestione dell'Autorità di sistema portuale (Adsp) della Liguria Occidentale, ancora concentrata sugli aiuti agli operatori. Sia l'Avvocatura di Stato che l'Autorità garante della concorrenza e del mercato hanno dato parere positivo all'operazione, per cui manca solo il via libera dell'Adsp.

In realtà, al di là della crisi economica in corso, che rallenta una decisione di questo tipo, c'è anche la proposta del gruppo Msc per l'acquisizione proprio del terminal Sech, adiacente al Bettolo, il nuovo polo container in costruzione di proprietà dell'armatore di Ginevra e che sarebbe dovuto essere ultimato in primavera, ma il lockdown ha rimandato tutto.

C'è, infine, la viabilità del porto e della città di Genova, in difficoltà in questo periodo. La circolazione autostradale è pesantemente rallentata da numerosi cantieri, a cui si aggiungono i collegamenti monchi verso Ponente, senza il ponte Morandi, parzialmente crollato ad agosto del 2018 e in corso di ricostruzione. Nei giorni scorsi il ministero dei Trasporti ha scritto in una nota che «per le tratte interessate dalle ispezioni e dai cantieri, la società concessionaria ha già adottato misure di esenzione del pedaggio che, in relazione alle specifiche contingenze, potranno essere estese» e ha detto di aver «potenziato l'impegno della società ad assicurare la massima informazione sulle interruzioni, in modo da favorire l'impiego della viabilità alternativa» (per ulteriori approfondimenti, rimandiamo a un articolo de Il Post).

Un disastro, secondo il presidente di Psa Italia, Giuseppe Danesi, che spiega: «quanto pesa sul terminal? Potrebbe anche chiudere volendo: perché è chiaro che i tir prendono altre strade. Il container è come l'acqua va dove c'è minore resistenza, quindi a Livorno, alla Spezia. Stiamo facendo i conti, ma per tutti i terminal genovesi è un disastro, anche per Vado. Purtroppo è molto peggio del Covid».

Tag: genova - msc