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16 maggio 2022, Aggiornato alle 15,34
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Politiche marittime

Venice Cruise 2.0, Duferco e Dp rispediscono il VIA

Il progetto che prevede un nuovo terminal alla Bocca di porto è stato integrato con le indicazioni della Commissione


Ieri le società Duferco e Dp Consulting hanno presentato istanza di avvio di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per il progetto di un terminal crocieristico alla Bocca di porto del Lido di Venezia, battezzato Venice Cruise 2.0. 

Lo studio di impatto ambientale è stato elaborato da D'Appolonia, integrandolo con le indicazioni della Commissione nazionale di VIA che a dicembre scorso aveva dato parere favorevole al progetto.

Venice Cruise 2.0 costa 143 milioni di euro. Prevede un nuovo terminal con un unico ponte dove possono attraccare, su entrambi i lati, fino a cinque navi. Un sistema di navette porta i passeggeri in città nel giro di un'ora.

I punti deboli
Secondo la Conferenza dei servizi i problemi sono tre: sicurezza, occupazione e costi. C'è un maggiore rischio di attentati terroristici e di naufragi vista la posizione al di fuori delle barriere del Mose. La possibile perdita di qualche migliaio di posti di lavoro a causa della previsione di gestire non più di cinque degli otto accosti oggi garantiti in Marittima. Infine ci saranno maggiori costi dovuti ai servizi, per esempio Dogana, Finanza e Polizia di Frontiera, che dovranno gestire sia il nuovo terminal che il vecchio, che potrà ospitare navi non superiori alle 90mila tonnellate. 

Vietati gli inchini
Parte da lontano il progetto per un canale alternativo a San Marco per far entrare le navi da crociera in porto, da quando a marzo 2012, poche settimane dopo il naufragio di Costa Concordia (13 gennaio), gli allora ministri dello Sviluppo Economico (Passera) e dell'Ambiente (Clini) firmarono il decreto anti-inchini. Il decreto vieta da novembe dell'anno scorso (anche se il TAR l'ha recentemente annullato) l'ingresso nel porto di Venezia di navi da crociera superiori le 96mila tonnellate. Da allora i progetti presentati per creare un nuovo ingresso che non violi la normativa sono stati tre.

Gli altri progetti
In realtà è uno solo, quello sponsorizzato dall'Autorità portuale di Venezia e si basa sul mantenimento dell'attuale terminal crociere, che si trova in Laguna. L'opera, il cui progetto è stato inviato alla Commissione di VIA a marzo, consiste nella riqualificazione del canale Contorta Sant'Angelo che diventa così il percorso che porta le navi al terminal già esistente. Costa 147 milioni di euro (42 per l'escavo, 72 per il "recupero morfologico", 33 per i "sottoservizi"). Il secondo e il terzo hanno pochi appoggi istituzionali e pertanto poche speranze di essere preferiti.  
L'altro prevede una nuova stazione marittima (mentre il progetto dell'Authority no) a Marghera. Sia Venice Cruise 2.0 che quello del terminal a Marghera sono stati analizzati in due Conferenze dei servizi, il 14 novembre dell'anno scorso e il 12 febbraio di quest'anno, e sono risultati più complessi di quello di Contorta-Sant'Angelo. L'Autorità portuale di Venezia si mostra aperta nei loro confronti, sottolineando la sua «non contrarietà a studiare soluzioni diverse, dopo la realizzazione del terminale portuale d'altura (porto offshore) e nella consapevolezza che questo comporterà importanti investimenti e dovrà valutare gli effetti sullo sviluppo di porto Marghera in questa delicata fase di trasformazione». Per l'Authority qualunque progetto deve tenere conto del Piano regolatore portuale, «il cui iter è già stato avviato ma i cui tempi certamente non collimano con la richiesta di trovare una soluzione immediata ad una situazione definita emergenziale».
 
Nella foto, la locandina del documentario di Andreas Pichler, Teorema Venezia