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25 settembre 2020, Aggiornato alle 17,23
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Politiche marittime

Venezia, Tar annulla decreto anti-inchini

Da poche settimane non potevano più entrare in Laguna navi superiori alle 96mila tonnellate. Il Tribunale del Veneto dà ragione al Venezia Terminal Passeggeri e annulla il decreto Clini-Passera. il governo: "A marzo il VIA per Contorta Sant'Angelo"


Marcia indietro a Venezia sull'accesso in città delle grandi navi da crociera. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto dà ragione al Venezia Terminal Passeggeri e annulla il decreto Clini-Passera (n. 79/12), il cosiddetto anti-inchini, che sulla Serenissima vietava dal primo novembre scorso l'entrata di navi passeggeri superiori alle 96mila tonnellate (in realtà l'ultima nave è salpata il 12 dicembre).
Due i motivi (si legge nella sentenza 13/2015) con i quali il Tar annulla l'ordinanza n. 153 della Capitaneria di porto firmata il 5 dicembre 2013. Il primo è la mancanza di vie di accesso alternative a San Marco una volta vietato l'ingresso alle navi superiori alle 96mila tonnellate, vie di accesso necessarie come indicato all'articolo 3 dallo stesso decreto Clini-Passera, realizzato in tutta fretta pochi giorni dopo il naufragio di Costa Concordia. Il secondo motivo risiede in una «difetto assoluto di istruttoria non essendo stata svolta alcuna valutazione e ponderazione degli interessi pubblici e privati interessati dai divieti riportati nell'ordinanza impugnata». In altre parole, per il Tar il decreto vieta senza lasciare spazio a soluzioni alternative, lasciando Venezia senza la possibilità di permettere a imprenditori e Comune di trovare un modo per continuare a mantenere un traffico molto importante per il porto. Il ministero dei Trasporti ha detto che farà appello al Consiglio di Stato, inaugurando così una querelle destinata a trascinarsi per lungo tempo. 
 
Le due soluzioni per le grandi navi a Venezia 
La decisione del Tar però non annulla quello che è stato progettato finora per far arrivare in qualche modo le navi da crociera (o i loro passeggeri) in Laguna, rende solo più urgente la concretizzazione di qualcosa.
I progetti di accesso alternativi per le grandi navi da crociera a Venezia ci sono. Il primo è il Venice Cruise 2.0 che a dicembre ha pure ricevuto la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Prevede un terminal fuori le bocche di accesso e catamarani per portare i turisti in città. È un progetto che non vede l'appoggio degli imprenditori del porto e del Comune (quello che ha fatto ricorso al Tar) che si sono riuniti in Federagenti per spingere il governo a trovare soltanto una via di accesso alternativa che già c'è. Spingono infatti per mantenere l'attuale terminal passeggeri e far passare le grandi navi da crociera nel canale Contorta-Sant'Angelo che andrebbe adattato a questo nuovo traffico.

Il governo dal canto suo di fatto non ha ancora deciso da che parte stare, se realizzare il Venice Cruise 2.0 che costerebbe circa 150 milioni di euro, o di ingegnarsi ad adattare il Contorta. Sembra più propendere per quest'ultimo. La decisione del Tar, spiega il ministero dei Trasporti, «rende ancora più urgente la realizzazione dell'iter proposto dal governo per individuare il percorso alternativo per l'accesso alla Stazione Marittima di Venezia. In tal senso il risultato della valutazione di impatto ambientale per il progetto di Adeguamento del Canale Contorta Sant'Angelo è atteso per la prima metà di marzo».
 
Nella foto, la locandina del documentario di Andreas Pichler, Teorema Venezia.