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29 maggio 2020, Aggiornato alle 16,16
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Turismo perde con il coronavirus 120 miliardi

Lo dice Confturismo Confcommercio che sottolinea come il settore (13% del Pil secondo il World Travel & Tourism Council) sia al centro di una crisi inimmaginabile 


"Già prima di questa crisi il settore era attaccato su ogni fronte da grandi potenze economiche internazionali e quando l'epidemia sarà finita torneremo ad avere tanti turisti da tutto il mondo, ma dei loro soldi non vedremo quasi traccia, sarà tutto business di poche grandi economie straniere mondiali". A lanciare l'allarme Luca Patanè, presidente di Confturismo Confcommercio che sottolinea come il settore (13% del Pil secondo il World Travel & Tourism Council - Wttc, 15% dell'occupazione e 17 miliardi di euro di contributo al saldo attivo della bilancia commerciale secondo Banca d'Italia) sia al centro di una crisi inimmaginabile. 

Già certa, scrive Ansamed, la perdita di oltre 30 milioni di turisti italiani e stranieri tra marzo e maggio - quasi 90 milioni di presenze in meno nelle strutture ricettive turistiche ma anche di consumi nei ristoranti e pubblici esercizi, nello shopping, nei trasporti locali, nelle visite guidate alle città d'arte, ai musei, ai siti archeologici. Ma le prospettive sono ancora peggiori. Sui quasi 200 miliardi di volume d'affari complessivo che il turismo genera - direttamente e tramite effetti su altri settori - le previsioni meno pessimistiche indicano una perdita nell'ordine del 60% da qui a fine anno, mentre sono totalmente fermi i viaggi degli Italiani all'estero, almeno fino a estate inoltrata avrebbero dovuto essere 22,5 milioni.

Intanto però tour operator, agenzie di viaggi e organizzatori di eventi hanno deciso di unirsi per lanciare il Manifesto per il turismo italiano con l'hastag #ripartiamodallitalia. È un appello alle istituzioni, a tutti coloro che vivono di turismo e agli italiani "per salvare un settore che rappresenta il 13% del Pil nazionale ed è uno dei principali motori dell'economia, della società e della cultura italiana". L'iniziativa unisce per la prima volta aziende private concorrenti, che chiedono con urgenza al governo l'adozione di alcune azioni, come la costituzione di un Fondo straordinario di sostegno al mancato reddito per tutte le imprese del settore turismo organizzato mediante finanziamenti a tasso zero e prestiti a fondo perduto proporzionalmente al fatturato di ogni singola azienda del settore; il prolungamento della cassa in deroga e la creazione di Buoni Vacanza da utilizzare per la stagione estiva.
 

Tag: turismo - economia