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10 agosto 2022, Aggiornato alle 19,39
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Politiche marittime

Trieste, Wartsila conferma gli esuberi. Sindacati proclamano sciopero

Il 4 agosto gli operai degli stabilimenti italiani dell'azienda legati a Fim, Fiom e Uilm si fermeranno per otto ore. Un vertice governativo a Roma non è servito a far cambiare idea alla multinazionale finlandese

L'audizione di Wartsila al ministero dello Sviluppo economico, 27 luglio 2022 (fiom-cgil.it)

In una riunione mercoledì scorso a Roma al ministero dello Sviluppo economico, il presidente di Wartsila, Håkan Agnevall, ha confermato al ministro Giancarlo Giorgetti la decisione, annunciata a metà luglio, di depotenziare l'attività di Trieste e mettere in esubero circa 450 persone, su un totale di quasi mille dipendenti. Lo scopo, riferisce la multinazionale, è concentrare maggiormente l'attività nel Paese di residenza, la Finlandia, riducendo le delocalizzazioni in un periodo particolarmente fragile per l'economia mondiale.

Sarebbero 700 i lavoratori a rischio, tra diretto e indotto, secondo il segretario nazionale di Fiom-Cgil, Luca Trevisan. «Una decisione inaccettabile – afferma - che vorrebbe fare scempio del patrimonio industriale e professionale del sito di Trieste pregiudicando la stessa presenza della multinazionale nelle basi di Genova e Napoli». Per questo, il coordinamento unitario Fim, Fiom e Uilm ha proclamato per il 4 agosto otto ore di sciopero in tutti i siti italiani di Wartsila, chiedendo il ritiro della vertenza e i licenziamenti, «visto il valore strategico  dei motori marini in tutta la filiera della cantieristica italiana», si legge in una nota del coordinamento sindacale. Una situazione che preoccupa anche i due principali committenti italiani della multinazionale finlandese dei motori, Fincantieri ed Msc.

Durante la riunione di Roma, a poco sono servite le proposte di Giorgetti di rafforzare il legame produttivo, tecnologico e commerciale degli stabilimenti italiani, sia in ambito civile che militare, ma soprattutto navalmeccanico. Una proposta contenuta in un progetto chiamato "Industria del mare", con cui il ministero dello Sviluppo economico intende coinvolgere la filiera cantieristica navale italiana e finlandese. L'azienda, una dei principali produttori al mondo di motori ad uso navale, ha risposto di essere disposta a seguire questo progetto, confermando però i circa 450 esuberi.

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Tag: trieste - wartsila