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26 febbraio 2024, Aggiornato alle 17,17
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Infrastrutture - Logistica

Trasporto sostenibile, ancora molta strada da percorrere per le merci su ferro

Il gruppo FS propone un piano industriale decennale per raddoppiare il traffico ferroviario


In Europa e in Italia risultano infatti rispettivamente il 17 e l'11 per cento le percentuali che interessano il trasporto merci su ferro. Percentuali estremamente basse che pongono l'intermodalità come un obiettivo ancora lontano, come osservato qualche mese fa dalla Corte dei Conti dell'Unione europea. Dati discussi, insieme a temi quali infrastrutture, valichi alpini, transizione ecologica, intermodalità e Pnrr, nel corso dell'ottava edizione del Forum Internazionale di Conftrasporto organizzato con Confcommercio a Roma il 22 e il 23 novembre. E su un altro tema caldo, quello del traporto sostenibile, dall'analisi dei dati emerge che il nostro paese è ancora in ritardo rispetto alla media Ue nell'utilizzo del mezzo ferroviario cargo.

Questa quota del 17 per cento dell'Europa e dell'11 per cento dell'Italia è destinata a raddoppiare entro il 2030, per arrivare al 50 per cento nel 2050, secondo gli obiettivi fissati dall'Unione europea. Per raggiungerli, il gruppo Ferrovie dello Stato propone un piano industriale decennale che prevede un investimento di 3 miliardi di euro, l'80 per cento dei quali dedicati al rinnovo della flotta, 300 milioni al potenziamento di terminal esistenti e alla creazione di nuovi e 200 milioni alla digitalizzazione.

Il trasporto su strada è il modo più flessibile di consegnare le merci, oltre a essere spesso il più veloce ed economico: il 75 per cento del trasporto delle merci nell'Unione europea avviene su strada. Il propblema è che manca una strategia per il trasporto intermodale delle merci, che nell'Europa continentale si traduce soprattutto nel trasporto ferroviario e fluviale. Poiché però le quote di trasporto di questi mezzi non sono vincolanti al momento (tranne per il trasporto ferroviario, che dovrà raggiungere il 30 per cento entro il 2035 secondo i parametri del Green Deal) i Paesi membri fissano ciascuno i propri obiettivi che non sono sempre allineati alla politica comunitaria.

A marzo scorso la Corte dei Conti dell'Unione europea ha affermato che gli obiettivi di massima fissati (raddoppiare il traffico ferroviario e aumentare il ricorso alle vie navigabili interne del 50 per cento) sono «semplicemente irrealistici».

Tag: ferrovie