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16 maggio 2022, Aggiornato alle 16,42
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Infrastrutture

The Castor Initiative progetta tre superpetroliere ad ammoniaca

Prima concreta applicazione dell'ambizioso consorzio navalmeccanico nato nel 2020, in cui figurano, tra gli altri, Lloyd's Register, Samsung e MISC

Una very crude carrier in fase di rimorchio (kees torn/Flickr)

Si fa sempre più concreta la The Castor Initiative, il gruppo scientifico di studio formato dalle principali società di classificazione e di costruzione navale per realizzare i primi prototipi di mercantili spinti dall'ammoniaca, una promettente alternativa all'idrogeno. Lloyd's Register, Samsung Heavy Industries e MISC Berhad, tre membri e fondatori del consorzio – nato a gennaio del 2020 e che nel tempo ha visto l'ingresso di diverse società del settore – hanno firmato un memorandum per progettare e costruire tre very large crude carrier  (petroliere di grandi dimensioni, tra le 150 mila e le 320 mila tonnellate di stazza) spinte dall'ammoniaca verde, un tipo di ammoniaca che per essere prodotta non comporta il consumo di combustibili fossili.

La prima cosa che farà il gruppo di lavoro sarà capire quali siano i corridoi di approvvigionamento ideali per il rifornimento di queste superpetroliere. In altre parole, su quali rotte commerciali convenga che si muovano. Perché costruirle è relativamente facile, le tecnologie ci sono già, la questione centrale – come per tutti i mercantili spinti da un carburante che non sia il tradizionale bunker derivato dal petrolio - è piuttosto come garantirne la sostenibilità economica, in questo caso il rifornimento di ammoniaca per poter circolare. Parallelamente, verranno esaminati programmi di formazione specifici per i marittimi, atti a insegnare a lavorare su una nave del genere.

«Nel 2018, il Lloyd's Register ha chiarito che gli obiettivi internazionali posti dall'International Maritime Organization per azzerare le emissioni dello shipping entro il 2050 richiederebbero l'entrata in servizio di navi d'altura a emissioni zero prima del 2030, data a partire dalla quale tutti i costruttori navali dovrebbero impegnarsi a costruirle», spiega l'amministratore delegato del Lloyd's Register, Nick Brown.

«Costruire queste navi in acqua non è l'unico obiettivo – afferma Datuk Yee Yang Chien, presidente e CEO di MISC. «C'è la riqualificazione dei talenti e la disponibilità delle strutture di bunkeraggio. Il protocollo d'intesa non sarebbe possibile se non ci fossero questo impegno, questi obiettivi e l'ambizione condivisa da The Castor Initiative».

The Castor Initiative è composta da sette membri: MISC Berhad, Lloyd's Register, Samsung Heavy Industries, MAN Energy Solutions, l'autorità marittima e portuale di Singapore, Yara International e l'operatore portuale di Singapore Jurong Port.

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