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15 febbraio 2019, Aggiornato alle 17,35
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Politiche marittime

Studio Francia, il bunker senza zolfo salverà migliaia di vite

Il governo ha simulato uno scenario con tenore di zolfo al minimo. Benefici soprattutto a Napoli, Genova, Venezia e Palermo

Una collina di zolfo

a cura di Paolo Bosso

Uno studio di circa un anno fa quantificava un terzo di morti in meno all'anno, in tutto il mondo (140 mila circa), con l'adesione totale alle regole internazionali dell'IMO sul tenore di zolfo nei carburanti marittimi in vigore dall'anno prossimo. Ora lo conferma anche uno studio del ministero della Transizione ecologica e solidale della Francia (un ministero dell'ambiente), considerando però il limite minimo, inferiore a quello che scatterà tra undici mesi. Un'emission control area (ECA) al minimo nel Mediterraneo - una zona costiera dove il tenore di zolfo dei carburanti dei mercantili non deve superare lo 0,1 o lo 0,5 per cento di massa/massa – contribuirebbe a ridurre i morti legati all'inquinamento in Italia fino a 500 decessi l'anno, con risparmi sanitari tra il miliardo e i due miliardi e mezzo di euro. Benefici di cui ne gioverebbero in particolare quattro dei più trafficati porti della penisola, Genova, Napoli (dove dal 2016 vige un'ordinanza della Capitaneria sul tenore di zolfo), Venezia e Palermo. I morti in meno all'anno salirebbero a 6 mila in tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo con risparmi tra gli 8 e i 14 miliardi.

«È necessario che il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, faccia proprio, sostenendola apertamente e con ogni mezzo a sua disposizione, l'area ECA Mediterranea. La Francia stima che si possa giungere all'attivazione entro il 2022, ma per ottenere questo risultato è essenziale un impegno attivo da parte dell'Italia», commenta Anna Gerometta, presidente della onlus Cittadini per l'Aria riferendosi al limite dello 0,1 per cento, anziché dello 0,5 per cento in vigore nel Mediterraneo a partire dall'anno prossimo. I porti italiani non stanno però con le mani in mano, oltre all'ordinanza della Capitaneria del porto di Napoli sopracitata, c'è un accordo con contenuti simili fatto a giugno scorso, unico in Italia, tra gli armatori che scalano Civitavecchia. E si tenga conto che le normative IMO non sono facili da applicare vista la mole di navi e porti coinvolti, monitorati e sanzionati.

Secondo lo studio del ministero dell'ambiente francese, un ECA allo 0,1 per cento abbatterebe le emissioni di ossido di azoto (NOX), particolato (PM10), polvere sottile (PM2,5), biossido di azoto (NO2) e biossido di zolfo (SO2). Le zone più interessate in Italia sono quelle costiere e della pianura padana, che sia lo 0,5 o lo 0,1 per cento.

Secondo Cittadini per l'Aria, ogni anno in Europa le morti premature legate all'inquinamento marittimo sarebbero circa 50 mila l'anno, con costi sanitari per 60 miliardi. Nelle città costiere l'inquinamento atmosferico delle navi commerciali può rappresentare fino al 40 per cento del totale. Molti elementi tossici provengono, sempre per quanto riguarda le sole navi, dalla combustione dello zolfo.

A Marsiglia, rende noto il ministero dell'ambiente francese, il traffico mercantile contribuisce per un quinto all'inquinamento dell'aria da ossido d'azoto, per il 70 per cento da ossidi di zolfo ma solo per il 2 per cento da particolato, sui cui la fanno da padrone automobili e industrie pesanti. A febbraio 2016 diversi paesi del Mediterraneo hanno adottato una strategia regionale antinquinamento che prevede la possibilità di inserire un ECA restrittivo fino allo 0,1 per cento, molto meno del limite in vigore dal 2020 che sarà dello 0,1 per cento.

Tag: zolfo - ambiente