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Porto di Napoli
18 dicembre 2018, Aggiornato alle 16,30
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Civitavecchia taglia lo zolfo, accordo unico in Italia

Autorità portuale, Capitanerie, Grimaldi Lines, Gnv, Moby e Tirrenia ridurranno il tenore allo 0,10 per cento


Da oggi le compagnie che scalano usualmente il porto di Civitavecchia dovranno utilizzare, entro 15 miglia dalla costa, carburante con solo lo 0,10 per cento di zolfo. È il 'Civitavecchia Blue Agreement', unico in Italia, frutto di un lavoro congiunto avviato circa un anno fa dal precedente comandante delle Capitanerie, Giuseppe Tarzia, e firmato da Capitaneria di porto locale, Comune di Civitavecchia, Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno centro settentrionale e le compagnia Grandi Navi Veloci, Tirrenia, Moby e Grimaldi Lines.
 
«Gli armatori, in maniera del tutto volontaria – spiega il presidente dell'Adsp, Francesco di Majo – hanno deciso, sin da ora, di adeguarsi ad obblighi futuri che non entreranno in vigore prima del 2020. Per questo ringrazio Grimaldi, Gnv, Moby e Tirrenia che, oggi, hanno dato un segnale importante per Civitavecchia e per il suo porto sottoscrivendo questo accordo».
 
Un taglio alle emissioni di zolfo di questo tipo è più restrittivo dei limiti che entreranno in vigore in tutto il mondo dal 2020 per le navi mercantili di qualunque tipologia, pari allo 0,5 per cento (in alcune aree costiere, nel Mar Baltico per esempio, il limite è lo stesso di quello di Civitavecchia), sette volte meno del tenore massimo tollerato attualmente che è del 3,5 per cento. Il limite dello 0,10 per cento stabito da Civitavecchia è stato condiviso sia dalle istituzioni che dai principali operatori portuali e ha visto in passato anche l'appoggio del sindaco, Antonio Cozzolino, che a settembre scorso ha scritto a 54 Comuni d'Italia per chiedere una riduzione di questo tipo praticamente in tutti i porti italiani.
 
Il Civitavecchia Blue Agreement
Prevede che le Compagnie firmatarie l'utilizzo di combustibili contenenti tenori di zolfo non superiori allo 0,10 per cento, sia all'ormeggio che in navigazione, ad una distanza non inferiore alle 15 miglia dalle costruzioni portuali. «Per contenere i livelli d'inquinamento atmosferico nelle aree urbane, dovuti alle emissioni gassose provenienti dalle navi, è opportuno intervenire sull'utilizzo dei combustibili per uso marittimo, e in particolare sul tenore massimo di zolfo in essi contenuto», spiega l'Adsp in una nota. Le compagnie si sono impegnate a installare depuratori di emissioni, gli scrubber, così ome sono state predisposte norme per la gestione delle macchine e dei motori di bordo. A vigilare sarà la Capitaneria di Civitavecchia, guidata da Vincenzo Leone.
 
Sono in corso altre iniziative per incentivare l'abbattimento delle emissioni, come, spiega di Majo, «un incentivo, riservato a quegli armatori che rispetteranno gli standard indicati dal programma Esi (Enviromental Ship Index), a cui l'Autorità di sistema portuale ha aderito già da tempo, e che prevede che l'ente si faccia carico di parte delle quote fisse inerenti il servizio di raccolta rifiuti prodotti dalle navi».
Tag: porti - ambiente - zolfo