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21 maggio 2019, Aggiornato alle 09,57
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Spirito: "Ferrobonus per far funzionare la Zes della Campania"

26 aree che avranno bisogno di collegamenti. Dragaggi, waterfront, e la creazione di una comunità: bilancio di due anni di governance col Propeller clubs di Napoli

(Spreafotografia)

di Paolo Bosso

«Abbiamo bisogno di incentivi ferroviari regionali per mettere in connessione le 26 aree della prima zona economica speciale d'Italia, quella della Campania, altrimenti si riverserà tutto sulla gomma, con conseguenze pesanti sulla logistica». Il presidente dell'Autorità di sistema del Tirreno centrale, Pietro Spirito, mette in guardia sul futuro della Zes della Campania, a cui manca solo il lancio del primo bando. Un istituto così, fatto per bene, deve essere logisticamente fluido, «così come si fa, per esempio, nel porto di La Spezia, dove quasi un terzo del traffico container è garantito dalle connessioni ferroviarie», spiega Spirito. Il 20 febbraio il presidente dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia ha incontrato i dirigenti del ministero per la Coesione territoriale, in cui si è discusso del bilanciamento del credito d'imposta e dei meccanismi di controllo del Comitato d'indirizzo. «Vogliamo realizzare un abito su misura», ha detto Spirito. Un abito che avrà bisogno di un complesso corollario di incentivi per funzionare, che inizia con quelli ferroviari e finisce con quelli per rendere la burocrazia veloce, coinvolgendo maggiormente, in prima linea, le imprese.

Il bacino d'utenza dei porti di Napoli e Salerno va oltre la Campania. «È una catchment area pari al 14 per cento del territorio italiano. Nei prossimi due anni dobbiamo lavorare molto per attuare con i porti lo sviluppo di questo territorio», spiega Spirito, in occasione del bilancio di metà mandato, un evento organizzato dal Propeller Clubs di Napoli, presieduto da Umberto Masucci, e tenutosi alla Lega Navale di Napoli, a due anni dall'insediamento dell'Autorità di sistema portuale campana, che gestisce le banchine di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia. «Nel 2017, la prima cosa che abbiamo fatto è stato sbloccare 60 milioni con un pacchetto di delibere, ci siamo confrontati con imprenditori, istituzioni e giornali per spiegare e capire, per lavorare alla fine tutti insieme con lo stesso obiettivo, ed è stato un po' come allineare i pianeti», racconta Spirito.

Tessuto industriale
Lo strumento della Zes non ambisce a sviluppare ma, prima di tutto, a recuperare quello che è stato perso nell'ultimo decennio. «Non è una bacchetta magica ma l'allargamento del perimetro logistico – continua Spirito -. Non essendo porto-hub, come porto possiamo crescere solo con la crescita del tessuto industriale, che dovrà assorbire quel trenta per cento di produzione persa negli ultimi dieci anni, cosa che il Nord è riuscito a fare e noi non ancora. Il porto, in sostanza, trasporta quello che il territorio produce». I dati su questa economia, in ogni caso, non sono sconfortanti.

L'economia del mare campana
Come riferisce Vito Grassi, presidente dell'Unione industriali della Campania, la Campania occupa il 12 per cento degli "impiegati" nell'economia del mare: su un totale nazionale di 200 mila, 22,600 lavorano in questa regione, tre quarti quasi dei quali in provincia di Napoli. Nel 2018 l'export della Campania è cresciuto del 7 per cento, contro una media nazionale del 3. I servizi che beneficiano maggiormente dell'economia del mare sono alloggio e ristorazione che da soli hanno fatturato 1,3 miliardi di euro l'anno scorso.

Dragaggi, waterfront, una spinta verso la coesione istituzionale e imprenditoriale, il primo bando gara per la Zona economica speciale in preparazione, il futuro a Oriente, nella darsena di Levante, i cui lavori, per un'opera così imponente, sono ancora lunghi. Un bilancio di metà mandato molto positivo, a detta degli operatori, soprattutto considerando i tre anni di commissariamento precedenti, iniziati a marzo del 2013 e terminati a dicembre 2016 con l'insediamento di Spirito e Francesco Messineo, segretario generale, coppia che si è rivelata tra le migliori, secondo un'opinione condivisa dall'ambiente. 

Dragaggi a Napoli e Salerno
A Napoli termineranno quest'estate, anche se per dirsi completa l'opera avrà bisogno dell'allargatura dell'imboccatura. «Si farà prima la gara per la progettazione, che partirà quest'anno», riferisce Spirito. Fatta anche l'imboccatura, a quel punto nel porto capoluogo potranno entrare navi fino a 12 mila teu circa. «Non contano le dimensioni ma l'integrità del territorio, la sua capacità di connessione interna», precisa Spirito, sempre ritornando al discorso degli incentivi ferroviari regionali.
A Salerno inizieranno questo autunno e sono divisi in due tronconi. Dovrebbero terminare ad aprile 2021.

Waterfront
Nelle prossime settimane Spirito firmerà l'affidamento dei cantieri per la realizzazione della nuova stazione marittima del Beverello, che andrà a cambiare la faccia di quel fronte mare. I lavori inizieranno finite le universiadi, dopo luglio e dureranno un anno e mezzo. Dopo seguirà la seconda fase, la messa a gara della nuova area di piazzale Angioino, per sgomberarla di automobili e attrezzarla con servizi dedicati a passeggeri, pendolari, cittadini e turisti. A quel punto mancherà l'apertura della metro di piazza Municipio, della galleria ipogea di collegamento tra la stazione metropolitana e marittima, e quell'area potrà dirsi riqualificata.

Zes
All'inizio del mese il Parlamento ha approvato i decreti attuativi che mancavano per completare il quadro normativo, ora manca solo il primo bando, «che aspettiamo», fa sapere Grassi.  Le aree Zes saranno in tutto 26, come evidenzia Antonio Cinque, direttore della filiale di Napoli della Banca d'Italia. «Ci sarà bisogno – spiega – di collegamenti ferroviari tra queste aree, e sono l'elemento chiave. La crescita del porto di Trieste, per esempio, è garantita dalle connessioni ferroviarie». Il trasporto su ferro ha bisogno di incentivi per funzionare in un raggio così corto come quello campano, altrimenti resta sempre preferibile, in alcuna circostanza, il trasporto su gomma.

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