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Porto di Napoli
19 dicembre 2018, Aggiornato alle 12,49
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Sovracapacità, dazi e caro tariffe trainano lo shipping

L'incertezza sui prezzi del trasporto, la disoccupazione USA ai minimi stanno accelerando i volumi, con inaspettate conseguenze

Donald Trump e Xi Jinping

Perlomeno sul fronte transpacifico, la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti sta facendo bene allo shipping. Non solo, l'aumento delle tariffe di carico per il 2019 sta accelerando le importazioni, determinando un'ulteriore crescita. Un cambiamento di scenario a cui gli armatori hanno risposto prontamente, forti di un'arma inaspettata, la sovracapacità.

Secondo Nicolas Sartini, amministratore delegato di American President Lines (APL, sussidiaria di Cma Cgm dal 2016), l'interscambio transapacifico dovrebbe crescere del 5 per cento quest'anno. «È una situazione paradossale, probabilmente perché la capacità era molto bassa prima dell'alta stagione, quando la situazione era incerta», ha detto nel corso della TPM Asia Conference di Shenzhen. «Ora che siamo in alta stagione – continua – e l'economia americana sta andando molto bene, per la prima volta la crescita del commercio è stata superiore al tasso di disoccupazione», che è al 3,9 per cento, il livello più basso dal 2000

È uno dei rari esempi in cui la sovracapacità avvantaggia gli armatori, i quali «sono in una situazione finanziaria fragile perciò non continueranno a iniettare altra capacità», secondo Philip Damas, capo della supply chain advisors della società di analisi Drewry, anche se la Corea del Sud, intenta a ricostruire la sua flotta mercantile dopo il fallimento di Hanjin Shipping, deve fare il contrario. «Se guardiamo al prossimo anno – continua Damas – i numeri indicano che la crescita della domanda sarà superiore all'offerta, il che non accadeva da un po' di tempo. Questo significa che l'eccesso di capacità è stato eroso e che l'anno prossimo i corrieri cancelleranno più partenze».

Per fare un esempio, The Loadstar riferisce che di recente un caricatore – rimasto anonimo – che controlla circa 30 mila teu ha anticipato la spedizione di «una quantità enorme» di merce per evitare le prossime tariffe. «Continueremo a spedire – riferisce - volumi ancora più elevati fino alla fine dell'anno perché a nostro avviso è improbabile che gli aumenti tariffari si fermino». Ciò però determinerà, perlomeno nei primi mesi del 2019, un buco nelle spedizioni.

Secondo Sartini, uno degli aspetti più curiosi di questa situazione è che gli importatori statunitensi stanno aumentando le tariffe e contemporaneamente i volumi di carico. «Il primo gennaio prossimo le tariffe potrebbero crescere del 25 per cento, quindi ci aspettiamo un altro aumento dei volumi merce nell'ultimo trimestre». 

Il protezionismo sta facendo quindi aumentare il volume d'affari dello shipping, almeno in questo lato del mondo, anche se in linea di principio dovrebbe essere il contrario. «Il liberismo è sicuramente preferibile al protezionismo perché offre occasioni di crescita e sviluppo per tutti», secondo Fabrizio Giri, amministratore delegato di Donelli Group, società di consulenza e servizi doganali. «Non dimentichiamo - continua - che il protezionismo ha come conseguenze immediate l‘aumento del prezzo al consumo. In questo scenario è determinante il ruolo delle dogane, solo però quando si riesca a bilanciare la fluidità dei traffici con la necessità di effettuare i controlli efficaci».

In conclusione, l'aumento delle tariffe di carico per il 2019 e una guerra commerciale USA-Cina che destabilizza le proiezioni sui costi sta incrementando sensibilmente i volumi di traffico attuali, con la sovracapacità che riesce a sostenere questa impennata.

Tag: economia