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26 novembre 2022, Aggiornato alle 18,56
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Infrastrutture

Ravenna, il progetto di rigassificatore riceve l'ok della Regione

Se anche il governo l'approverà ci sarà l'affidamento a Snam per realizzarlo entro due anni. Sarà il quarto operativo, o il quinto, se entra in servizio prima quello di Piombino

(Jnzl's Photos/Flickr)

L'impianto rigassificatore galleggiante al largo di Ravenna ha ottenuto l'autorizzazione della Regione Emilia-Romagna, il cui iter passa ora al governo per l'approvazione definitiva con la firma del decreto da parte del commissario straordinario di governo, il governatore della regione, Stefano Bonaccini. Si tratta di un impianto importante per garantire all'Italia un buon approvvigionamento di gas dopo la rinuncia a quello russo. L'altro impianto galleggiante in corso di approvazione, quello di Piombino, è in una fase autorizzativa simile.

Quello di Ravenna - una floating storage and regasification unit, una grande nave cisterna - garantirà un flusso annuo di almeno 5 miliardi di metri cubi di gas naturale, equivalente a circa un sesto della quantità oggi importata dalla Russia, stima la Regione Emilia-Romagna. Un progetto che rientra nei 120 giorni di tempo assegnati dal governo per la conclusione del procedimento. Se tutte le fasi autorizzative e di costruzione procederanno senza intoppi, l'impianto dovrebbe essere attivo entro due anni.

Dopo il via libera da parte del governo, il prossimo passo sarà l'affidamento dei lavori a Snam per realizzare l'opera con un investimento previsto di circa un miliardo di euro, seguendo le prescrizioni della Conferenza di servizi, oltre all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), l'Istituto superiore di sanità (ISS), Arpae, Vigili del Fuoco, autorità portuale, Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità-Delta del Po.

Ma quanti sono i rigassificatori attivi in Italia? Tre, di tre tipologie differenti: a Panigaglia, al largo di Porto Viro e di fronte Livorno. Per un maggiore approfondimento rimandiamo a questo articolo

«Nonostante i tempi stretti indicati dal governo, insieme al territorio e a tutti gli organismi coinvolti abbiamo svolto un lavoro meticoloso di analisi del progetto, individuando tutti gli interventi necessari a garantire la sicurezza, il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia dell'ecosistema, di mare e di terra, oltre alle mitigazioni necessarie. Arrivando a un via libera condiviso dalle parti sociali e dalla comunità locale, dall'intero distretto dell'energia ravennate, una eccellenza nazionale», commenta Bonaccini. «Procediamo, quindi, verso la realizzazione di un'opera al servizio di tutto il Paese, che intendiamo fare insieme al Parco eolico e del fotovoltaico più grande in Italia e fra i maggiori in Europa, sempre al largo di Ravenna, perché il futuro, chiusa la fase di transizione ecologica, è nelle energie rinnovabili».

«In questo contesto Ravenna, capitale energetica italiana, ha fatto e farà la propria parte mettendo a disposizione il suo know-how e dando dimostrazione di grandissimo senso di responsabilità per sostenere famiglie e imprese in un momento di così grave crisi energetica. Ora ci aspettiamo altrettanta celerità sul progetto del Parco eolico offshore, su cui auspichiamo un altrettanto forte coinvolgimento della Regione», commenta il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale.

Soddisfatto anche Stegano Venier, amministratore delegato di Snam. «L'Emilia-Romagna - commenta - è una regione dalla solida vocazione energetica e rappresenta il baricentro del sistema gas paese, grazie alle interconnessioni di trasporto e al sistema di stoccaggio strategico che ospita sul proprio territorio. Ravenna poi, ha una doppia valenza strategica, non solo come location ideale per far fronte all'attuale emergenza, ma in un'ottica prospettica, gode di una posizione favorevole ad accogliere i futuri flussi LNG dal Mediterraneo orientale, area che ospita giacimenti con interessante potenziale di sviluppo. Un apprezzamento particolare, vorrei anche indirizzarlo alla società PIR azionista della società Petra, da cui abbiamo acquistato l'infrastruttura in mare dove ormeggerà la nave rigassificatrice e che, grazie alla velocità dell'accordo siglato con loro, ci consentirà di rendere operativa l'unità entro i prossimi 24 mesi».

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Tag: ambiente - gas - ravenna