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01 ottobre 2020, Aggiornato alle 18,41
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Politiche marittime

Porto di Napoli monitora lo stato dell'aria e del rumore

L'Autorità portuale avvierà con Comune e Capitanerie un tavolo per verificare quanto lo scalo inquini rispetto alla città


Ieri, 27 settembre, è stata firmata la delibera, nell'ambito dei lavori del Grande progetto, per il bando di gara per i dragaggi (37 milioni di euro). Entro il prossimo 31 ottobre si riceveranno le offerte per la partecipazione ai lavori. Quindi, se tutto si avvierà per il verso giusto, al netto di eventuali ricorsi al Tar, entro il primo trimestre del prossimo anno saranno avviati i lavori di dragaggio in porto. Con queste parole l'ammiraglio Antonio Basile, commissario all'Autorità portuale di Napoli, ha aperto la conferenza stampa già annunciata sulle indagini sullo stato dell'aria nello scalo e le azioni per monitorare ed eventualmente intervenire.

Alla conferenza hanno preso parte tecnici della Orion, società incaricata dall'Autorità ad effettuare indagini su tutta l'area portuale, del Cnr, che hanno presentato uno studio del 2012 che, come affermato, serve come punto di partenza, tecnici del dipartimento di Ingegneria chimica della Federico II. I risultati esposti sono stati confortanti in quanto, contrariamente a quanto si pensava, l'impatto delle attività portuali sulle zone limitrofe della città è in linea con l'inquinamento cittadino. Si approfondirà la questione attraverso un tavolo tecnico formato da Comune, Autorità portuale e Capitaneria di porto. Il tavolo dovrà dare risposte più precise in relazione, per esempio, alla quantità di inquinamento che navi ed attività trasferiscono sulle zone adiacenti della città. Già da una prima parziale analisi, dicono i tecnici, quelli del porto di Napoli non sono superiori, in linea e in alcuni casi minori, a scali come Barcellona, Venezia e Marsiglia presi in considerazione.

In ogni caso il porto di Napoli ha già messo in atto alcune iniziative che permettono un controllo e un inquinamento più ridotto da parte delle navi. Dallo scorso gennaio è in vigore un'ordinanza dell'Autorità del porto che obbliga tutte le navi a ridurre la presenza di zolfo nei motori prima di entrare nello scalo. Inoltre, è in definizione un piano ambientale per la realizzazione di tre impianti fotovoltaici della potenza di circa 3 megawatt, per uno stanziamento di 10 milioni previsto nel "Grande progetto": sarà a breve concluso e messo a gara. Nel corso dell'incontro il vice sindaco Raffaele Del Giudice ha evidenziato l'importanza del tavolo tecnico «iniziativa – ha sostenuto – che oltre a dare risposte circa eventuali inquinamenti da parte del porto, sosterrà un percorso di sviluppo e sostegno per tutte le esigenze che possano aumentare e, allo stesso tempo rendere più eco-sostenibili, attività commerciali e turistiche presenti nel porto di Napoli».