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07 luglio 2020, Aggiornato alle 15,57
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Politiche marittime

Porti italiani chiedono sospensione tagli lineari di spesa

Le Autorità di sistema, attraverso Assoporti, scrivono alla ministra De Micheli per ottenere un "ristoro di bilancio", che andrebbero ad equilibrare i tagli tributari del "Cura Italia" e a rilanciare investimenti per un miliardo di euro

Il porto di Messina

Con la forte contrazione della domanda di consumo, i porti stanno affrontando la peggiore crisi dei traffici dal Dopoguerra. Per questo, i sedici presidenti delle Autorità di sistema portuale italiane, attraverso Assoporti, hanno scritto al governo elencando specifiche rischieste in un momento di crisi economica senza precedenti dovuta alla pandemia di Coronavirus in corso. Chiedono il «ristoro dei loro bilanci», andando ad equilibrare gli sgravi della settimana scorsa che il governo ha fatto nei confronti degli operatori portuali e degli armatori. Misure che servirebbero ad alleggerire lo squilibrio finanziario che stanno affrontando e a rilanciare, secondo Assoporti, investimenti per un miliardo di euro.

Una delle misure più importanti che chiedono i sedici funzionari di questi sedici enti pubblici non economici, è la cancellazione della norma sui tagli lineari di spesa, «per non incidere sulle attività correnti anche di carattere essenziale», si legge in una nota di Assoporti. I funzionari di questi sedici enti pubblici non economici, riformati parzialmente nel 2016, chiedono di garantire la sostenibilità dei loro bilanci, trovando forme di ristoro per le entrate tributarie e demaniali perse con le conseguenze della pandemia: azzeramento del traffico crocieristico - tutte le compagnie da crociera stanno sospendendo le attività, in tutto il mondo -, riduzione di quello passeggeri alla continuità territoriale tra le isole e ridimensionamento del traffico merci, ridotto ai servizi essenziali o al massimo, per le altre merci, al movimento di stoccaggio, non di distribuzione. 

Secondo l'associazione, il quadro normativo in cui applicare questi importanti tagli di bilancio pubblico potrebbe essere quello utilizzato per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova, nominando gli stessi presidenti commissari straordinari per la realizzazione delle opere infrastrutturali già programmate e finanziate. «Dovrebbe essere questo - conclude Assoporti - lo strumento per rendere possibile la tempestiva realizzazione di opere per oltre un miliardo di euro, con conseguente attivazione di almeno altrettanti investimenti privati».