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21 settembre 2020, Aggiornato alle 18,35
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Politiche marittime

Stop alle tasse e ai canoni portuali, le novità del "Cura-Italia"

Nel decreto economico del governo un indennizzo di 13,6 milioni per le autorità portuali. Sospese fino ad aprile le tasse di ancoraggio e fino a luglio i "fitti" delle banchine. Differiti i diritti doganali

(File photo)

di Paolo Bosso

Sospensione delle tasse di ancoraggio, dei canoni di concessione e differimento dei diritti doganali. Sono i tre interventi che il governo italiano ha destinato allo shipping e alla portualità con il "Cura-Italia", il primo di una serie di decreti legge destinato a sostenere fortemente l'economia italiana, devastata dalle pesanti restrizioni alla mobilità che quasi tutti i Paesi del mondo stanno adottando per fronteggiare l'epidemia di Coronavirus. 

«Al fine di fronteggiare l'improvvisa riduzione dei traffici marittimi afferenti al trasporto di merci e di persone» - si legge in un paio dei quattro commi dell'articolo 92 del decreto legge numero 70 del del 17 marzo 2020 - sono destinati, a indennizzo da parte dello Stato, 13,6 milioni di euro alle autorità di sistema portuale per il mancato introito delle tasse di ancoraggio, che saranno sospese dal 17 marzo al 30 aprile. Vengono poi sospesi fino a luglio i pagamenti dei canoni demaniali, in tutti i porti italiani. Questi quattro mesi di sospensione potranno essere recuperati entro il 31 dicembre, o a rate, senza interessi, oppure in un'unica soluzione, a seconda degli accordi presi tra la singola autorità di sistema portuale e gli operatori, che siano armatori, terminalisti, magazzinieri, etc. Infine, viene differito di trenta giorni il pagamento dei diritti doganali per le operazioni svolte tra il 17 marzo e il 30 aprile 2020. 

L'ultimo comma riguarda la circolazione dei veicoli pesanti da revisionare, i cui dettagli li rimandiamo a questo articolo.

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