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17 settembre 2021, Aggiornato alle 08,15
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Infrastrutture

Pnrr, governo approva 2,8 miliardi ai porti

Risorse mai viste prima. Il grosso andrà all'accessibilità marittima, poi cold ironing, capacità portuale, ultimo miglio, energia e fondi non spesi


Con l'approvazione oggi, da parte del Consiglio dei ministri, del decreto attuativo del ministero delle Infrastrutture del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per i porti - quasi 3 miliardi di euro, risorse mai viste prima per il settore, così tutte insieme - l'ammodernamento e il rafforzamento delle banchine, nonché la decarbonizzazione dei porti, entrano nel vivo. A questi si aggiungono 112 milioni in più specificamente dedicati alla resilienza ambientale presi da fondi non spesi. In tutto 2,8 miliardi di euro, destinati a queste opere:

• 1,47 miliardi per l'accessibilità marittima e il rafforzamento delle infrastrutture;
• 700 milioni per il cold ironing;
• 390 milioni per l'aumento della capacità portuale;
• 250 milioni per l'ultimo miglio ferroviario;
• 112 milioni recuperati da fondi non spesi l'anno scorso per mancanza di risorse;
• 50 milioni per l'ammodernamento energetico
• 41 milioni per i porti di OrtonaTermoli e in generale per i collegamenti nello Stretto di Messina.

Per i porti di Napoli e Salerno sono destinati 380 milioni.

«Per il settore marittimo abbiamo previsto la realizzazione di infrastrutture per aumentare la capacità di accosto dei traghetti nello Stretto di Messina», spiega il sottosegretario alle Infrastrutture, Giovanni Carlo Cancelleri. «Questo importante risultato - continua - permetterà di rendere più sostenibile la mobilità di passeggeri e merci tra le aree metropolitane di Reggio Calabria e Messina, nonché la continuità territoriale da e per la Sicilia». 

All'Autorità di sistema portuale dello Stretto sono stati assegnate risorse pari a 2 milioni di euro per il 2021, a 30 milioni di euro per il 2022 e a 5 milioni di euro per il 2023 per la realizzazione degli interventi infrastrutturali necessari per aumentare la capacità di accosto per le unità adibite al traghettamento nello Stretto di Messina, nonché i servizi ai pendolari. «Se si considera che tra i porti di Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria - conclude Cancelleri - transitano ogni anno circa 10 milioni di passeggeri, circa 1,8 milioni di autovetture e 400 mila mezzi pesanti, pensate il valore sociale di un intervento infrastrutturale di tale portata».

Tag: economia