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30 novembre 2020, Aggiornato alle 20,13
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Logistica

Navi da crociera più grandi, le stazioni marittime si attrezzano

Il numero di navi e turisti sarà destinato ad aumentare in tutti i porti specializzati. A Napoli aumentano gli sbarchi in banchina. Cognolato (Terminal Napoli): "Cambia l'approccio alle navi. Noi siamo pronti"

La stazione marittima di Napoli

di Paolo Bosso

L'ottimo stato di salute della stazione marittima di Napoli, che quest'anno chiuderà col record storico di crocieristi transitati, apre le porte a nuove sfide logistiche. Si tratta di un flusso turistico sempre più importante ma delicato che per essere mantenuto deve essere, appunto, fluido, non deve rallentare. Grattacapi che affrontano tutte le stazioni marittime del mondo e, in modo differente, tutti i terminal portuali. Si chiama gigantismo navale.

Le crociere a Napoli non conoscono crisi. È il terzo porto d'Italia dopo Civitavecchia e Venezia. L'anno scorso, nel mondo, è entrato in servizio il più alto numero di cruiser, ventiquattro, e l'Italia ha visto transitare a bordo delle navi da crociera circa 11 milioni di passeggeri, di cui, mediamente, ne scendono in città circa un quinto. Leggermente calati negli anni precedenti, quando i crocieristi in transito sono scesi sotto il milione, a Napoli le crociere sono tornate a crescere da un paio d'anni.

Secondo la Terminal Napoli la ripresa del 2019 è dovuta a due fattori. La crescita dell'aeroporto di Capodichino, che ha invogliato armatori e tour operator a puntare maggiormente sullo scalo partenopeo, e la scelta della compagnia britannica Marella Cruises di rendere Napoli home port. Senza dimenticare la granitica presenza di Msc, Costa Crociere e Royal Caribbean, che partecipano in quota alla gestione della Terminal Napoli.

Navi più grandi, grattacapi logistici che si aggiungono, come lo sbarco. Se la nave è troppo alta i crocieristi devono scendere a livello banchina, vanificando in parte l'"effetto stazione marittima": il turista che transita per l'edificio, che consuma un pasto, che compra qualcosa. Niente gli impedisce di farlo dopo essere sbarcato, comunque. «La questione è legata alla lunghezza dei pontili, più che all'altezza delle navi», spiega Tomaso Cognolato, amministratore delegato della Terminal Napoli. «L'accesso alla nave tra il quarto e il settimo ponte della nave è quello ideale – continua -, siamo intorno ai nove metri di altezza, mentre per le navi più alte l'accesso può arrivare a 14 metri, e in questo caso i passeggeri devono scendere a livello banchina».

Sfide che ogni stazione marittima del mondo deve affrontare, a prescindere dalla profondità dei fondali o dall'ampiezza degli spazi a terra. «Tendono ad arrivare navi da crociera sempre più grandi – spiega Cognolato -, soprattutto nei prossimi anni. Questo cambierà un po' l'approccio alle grandi navi, che comunque riusciamo a gestire senza problemi visto che da anni approdano a Napoli quelle della classe Oasis di Royal Caribbean, da oltre 200 mila tonnellate, tra le più grandi in circolazione». Intanto, da febbraio alla stazione marittima saranno operative le scale mobili, «agevolando l'importante flusso di passeggeri. Lavoriamo continuamente per rendere più efficiente lo sbarco e l'imbarco su banchine e pensiline, una cosa che fanno tutte le stazioni marittime del mondo».

Quest'anno, a poche centinaia di metri, è stato avviato il cantiere per la costruzione della nuova stazione marittima del molo Beverello, da dove partono i mezzi veloci, gli aliscafi, diretti a Capri, Ischia e Procida. «La compresenza del cantiere - spiega Cognolato - non agevola il flusso turistico che entra ed esce dalla stazione. Abbiamo un vantaggio, però, e questo vale in generale per qualsiasi altra problematica logistica: il grosso dello sbarco dei crocieristi è la mattina presto, quando partono le escursioni. Il rientro è nel tardo pomeriggio ed è abbastanza diluito».

Tag: napoli - crociere