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13 dicembre 2019, Aggiornato alle 15,54
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2019: record di crocieristi in Italia

Mai così tanti passeggeri a bordo: 11,9 milioni, nell'anno delle consegne record. Un mercato mondiale sempre più concentrato. Il report di Risposte Turismo

(Bernard Villemot, 1911-1990)

Mai così tanti crocieristi movimentati in Italia quest'anno. Lo prevede Risposte Turismo che nel 2019 ha calcolato un movimento di 11,89 milioni di passeggeri di questo tipo (sono stati circa 11 milioni nel 2018). Una crescita basata, secondo la società di analisi, sui fondamentali del business, che restano gli stessi e si rafforzano: gruppi societari leader, cantieri di costruzione, aree di impiego, ricorse commerciali e porti principali», si legge in una nota della società di analisi. 

Questo è un anno speciale per il mercato mondiale delle crociere, caratterizzato in questa fase dallo sviluppo delle economie di scala con gli armatori intenti a rinnovare le flotte (anche le consegne saranno da record) espandendo capienza e posti letto. Confermato il podio dei porti crocieristici in Italia, che sarà formato da Civitavecchia (2,56 milioni), Venezia (1,56) e Genova (1,35 milioni), seguito da Napoli (1,20) e Livorno (0,83). I clienti nel mondo dovrebbero superare la soglia dei 30 milioni.

«Da anni il comparto crocieristico mondiale vede nell'indice di concentrazione il segno distintivo più forte del suo DNA, con poche compagnie a dominare l'offerta, pochi cantieri a concentrare gli ordini, pochi porti a trattenere buona parte del traffico, pur all'interno di una geografia di scali molto variegata ed articolata», spiega Francesco di Cesare, presidente Risposte Turismo. «Di recente - continua - anche qualche altro singolo operatore si è impegnato a controllare la gestione di specifiche attività come terminal ed escursioni a terra in particolare. Elevati tassi di concentrazione non vanno valutati come negativi, ed anzi quegli operatori sono poi chi traina la crescita dell'intero business a vantaggio di molti, ma è uno status quo con il quale fare i conti nella definizione delle future scelte, in particolare da parte dei porti e dei tanti fornitori della filiera». «L'Italia – conclude di Cesare – ritrova slancio nella geografia crocieristica internazionale trainando, più che essendone trainata, l'intero Mediterraneo, che dal punto di vista della percezione sembra aver messo alle spalle gli anni di titubanza da parte della clientela mondiale, a partire da quella statunitense. Le performance che molti degli scali nazionali sono destinati a segnare sono frutto di competenze del management decisamente cresciute, di un più accorto dialogo con le compagnie di crociera e conseguenti investimenti mirati, volti a creare le condizioni per ospitare al meglio le nuove navi e i passeggeri a bordo. Per il resto, l'offerta turistica resta sempre di altissimo livello, e basta solo valorizzarla».

 Il report completo 

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