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22 settembre 2020, Aggiornato alle 11,53
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NASpl o agenzia portuale per i 200 del terminal di Cagliari

Il prossimo tavolo al ministero dello Sviluppo economico si terrà tra una decina di giorni. Mentre l'Adsp valuta l'offerta anglo-olandese, i lavoratori sono disoccupati

Il palazzo del ministero dello Sviluppo economico, a Roma

O l'indennità mensile di disoccupazione (il NASpl) oppure l'agenzia del lavoro portuale. Sono queste le strade che si aprono per i circa 200 lavoratori del Cagliari International Container Terminal, la cui cassa integrazione è scaduta il 3 settembre e non è stata rinnovata dal datore di lavoro (ed ex gestore del polo terminalistico) Contship Italia.

Nel frattempo che arrivi un nuovo concessionario (l'Autorità di sistema portuale-Adsp della Sardegna sta valutando un'offerta anglo-olandese), il tavolo del ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza si sta orientando su queste due possibilità, lavorando insieme a Regione Sardegna, Comune di Cagliari, Invitalia e sindacati. Mentre il NASpl è uno strumento condiviso da diversi tipi di lavoratori, l'agenzia del lavoro portuale è un istituto pensato per i lavoratori dei terminal e dei porti in generale, creato con la riforma della legge 84/94 del 2016. È attivo a Trieste, Livorno, Taranto e Gioia Tauro, e ora potrebbe aprirsi anche a Cagliari

«Seguiamo attentamente la vertenza approfondendo i due temi emersi in parallelo e lavoriamo per riaggiornarci in tempi molto stretti così da definire un percorso condiviso con tutte le parti coinvolte», ha detto la sottosegretaria al MISE, Alessandra Todde. Il tavolo si riunirà tra una decina di giorni.