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25 settembre 2020, Aggiornato alle 17,23
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Moby Prince e dintorni, facciamo chiarezza su assicurazioni e P&I

Una riflessione sulle coperture dei sinistri e le responsabilità civili nel settore "Marine", partendo dal disastro di 29 anni fa


di Adalberto BertoliDL News

Ho letto con estremo interesse l'analisi sul disastro del Moby Prince (analisi di Tobia Costagliola su DL News numero 15). Devo essere sincero, quella tragedia mi colpì a livello personale più di quella della m/t Haven, che avvenne a distanza di poche ore e molto più vicino a casa mia. Al tempo, ero come si usava dire un giovane di belle speranze e mai avrei pensato che la mia vita professionali mi portasse a lavorare per una compagnia di assicurazioni trasporti, o come dicono gli inglesi "Marine". Anche se vengono chiamati in causa i giornalisti a documentarsi, mi sento tirato in ballo quando scrive che i media hanno sempre avanzato delle illazioni sulla rapidità con cui le assicurazioni coinvolte, avessero trovato l'accordo sul risarcimento da elargire sia per la parte "corpi" (la copertura della nave in quanto tale), sia per quella P&I (responsabilità civili, etc.).

Sono d'accordo  che la stampa nostrana, non tutta, spesso fa di ogni erba un fascio, e che oltre Manica ci sono ancora bellissime pubblicazioni specializzate sulle assicurazioni marittime, e ahimè le nostre sono cadute una dopo l'altra, a mio avviso anche per mancanza di collaborazione delle stesse compagnie, che non hanno reputato strategico fare informazione dell'attività che svolgono, che però essendo di nicchia non è di  facile comprensione, e purtroppo debbo dire che i risultati si vedono, perché sono così diventate sempre più marginali all'interno dei grandi gruppi assicurativi. Io stesso, mi trovo a spiegare la mia attività, perché quando si parla di assicurazioni si tende a fare confusione incredibile. Molti pensano che il broker sia l'assicuratore, mentre è l'intermediario, tanto per citare l'errore più diffuso. A tal proposito, vorrei puntualizzare e aggiungere che il valore della nave non è un valore certo, non c'è un eurotax, che al limite possiamo trovare nella nautica da diporto. Esso è dovuto a una molteplicità di fattori ed è estremamente volatile. 

Alcune tipologie di navi, anche di recente costruzione, si deprezzano rapidamente, per esempio se i noli legati a quel settore tendono a scendere, e viceversa. Durante il periodo di copertura di una flotta (generalmente le polizze hanno un arco temporale da 12 mesi a 18) ho assistito a due, tre cambi valori. Mentre altre unità, molto specializzate lo mantengono inalterato per anni. Non è come per una macchina che, usciti dal concessionario, si è già svalutata. È quasi sempre lasciato alla concertazione fra armatore, broker e compagnia. Diciamo che un bravo assicuratore corpi, deve essere sempre attento al valore della nave in polizza, cioè che sia corrispondente a quello di mercato, ma può succedere che la compagnia sia chiamata a pagare un valore più alto, senza che ci sia dietro alcuna macchinazione, perché è quello indicato in polizza.

Ma veniamo al punto saliente, cioè le cosiddette compensazioni fra premi da pagare vs. sinistri. Vorrei fare, se me lo consentite, un po' di chiarezza. Dobbiamo pensare che il rinnovo della copertura di una flotta, non avviene in un'ora, una giornata, ma è un processo talvolta anche molto lungo, che può durare mesi, e che il pagamento del premio viene generalmente rateizzato, quattro/cinque rate talvolta di più. Solitamente è il broker, che ha i contatti diretti con l'Armatore, e che si occupa di raccogliere le somme dovute che poi le "gira" alle diverse compagnie di assicurazione coinvolte. Un tempo, era prassi che se in caso di sinistro il cliente fosse stato in "ritardo" nei pagamenti, le Assicurazioni non risarcissero l'intero valore assicurato, ma potessero trattenersi i premi ancora dovuti. 

Personalmente, sono sempre stato contrario a questo sistema, devo dire ormai praticamente abbandonato. I premi vanno sempre pagati, prima del rinnovo della copertura, ma il valore risarcito in caso di perdita totale di una nave è il valore di polizza, al netto di altre "compensazioni", ma non è il caso di andare oltre in questa sede. È un lavoro spesso lungo e che vede coinvolti attori come periti, avvocati delle parti, e compagnie di assicurazione. Invece, proprio per la immane catastrofe causata dalla collisione fra il Moby Prince e l'Agip Abruzzo fu rapida, come in altri casi, anche recenti. Personalmente, voglio sempre pensare quanto è stato fatto da allora in materia di sicurezza, e ricordare con tristezza chi quel giorno di 29 anni fa perse la vita in mare, piuttosto che ogni volta, cercare un nuovo colpevole.