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18 ottobre 2021, Aggiornato alle 16,23
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Marittimi lavoratori chiave: il governo lo ribadisce all'IMO e Confitama ringrazia

Una circolare dell'organizzazione internazionale testimonia l'attenzione delle istituzioni italiane per il ruolo strategico della gente di mare nella crisi sanitaria

Mario Mattioli

«A nome dell'armamento italiano desidero esprimere apprezzamento alla ministra De Micheli per il riconoscimento formale da parte del nostro Paese dei marittimi come lavoratori essenziali». Mario Mattioli, presidente Confitarma, accoglie la notizia diffusa con una circolare dall'International Maritime Organization (Imo), che conferma l'attenzione del governo italiano per il comparto marittimo e per i suoi lavoratori. 

«Tale riconoscimento – ha aggiunto Mattioli – oltre a facilitare gli avvicendamenti degli equipaggi, potrebbe essere utile anche per l'inserimento dei marittimi fra le categorie di soggetti che devono avere la priorità nel programma di vaccinazione anti-Covid».

Leggi la lettera inviata dall'Italia all'IMO

L'Italia riconosce i marittimi lavoratori chiave dal 22 marzo del 2020, in pieno lockdown. Con questa lettera il Paese chiede ufficialmente all'organismo internazionale di essere inserita tra i Paesi membri che facilitano l'avvicendamento di questi lavoratori, così come richiesto dall'IMO, dopo un'importante risoluzione dell'ONU di dicembre scorso

Sotto pressione da quando il mondo è cambiato con la pandemia, i marittimi lavorano con grosse difficoltà. Alcuni, come quelli impiegati sulle navi da crociera, non lavorano affatto. Avvicendarsi con gli altri colleghi per fare il cambio di equipaggio è diventato impossibile in alcune regioni, a seconda di come circola il virus e dei lockdown. Restano bloccati a bordo ben oltre il periodo massimo consentito, quello che tutela sicurezza sul lavoro e salute. Una situazione drammatica che ha spinto l'International Labour Organization a dichiarare che sono stati violati i diritti umani. Gli ostacoli sono tanti, dalle restrizioni alla mobilità alle clausole ostative. Secondo i calcoli delle associazioni del settore, sia armatoriali che sindacali, il numero di lavoratori così poco tutelati è molto alto, intorno alle 300 mila persone. Su alcune navi da crociera, ferme in tutto il mondo, ci sono stati diversi suicidi, indubbiamente legati al forte stress e isolamento vissuto.

Tag: confitarma - imo