|
napoli 2
20 gennaio 2021, Aggiornato alle 18,19
intersped 2

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

unitraco2
Politiche marittime

Marittimi, anche le clausole ostative bloccano i cambi

L'International Maritime Organization denuncia le pratiche di alcuni noleggiatori che, attivando gli strumenti a protezione della merce, impediscono il ricongiungimento dei lavoratori del mare

(IMO)

Il segretario generale dell'International Maritime Organization (IMO), Kitack Lim, si è espresso contro l'uso delle clausole ostative nei cambi di equipaggio dei marittimi. Termini degli accordi che aggravano la già precaria situazione dei marittimi bloccati in mare, oltre a minare gli sforzi per cercare di risolvere la crisi del cambio di equipaggio che in tutto il mondo sta interessando circa 400 mila lavoratori. Questi diritti legati alla merce andrebbero eliminati, secondo Lim.

Queste clausole sono richieste da alcuni noleggiatori e stabiliscono che nessun cambio di equipaggio può avvenire mentre il carico è a bordo, impedendo alla nave di dirottare verso porti dove si potrebbero fare i cambi. Per questo, in una ferma dichiarazione pubblicata il 18 dicembre, Lim invita tutti i noleggiatori ad astenersi dal chiedere l'inclusione di clausole che vietino il cambio di equipaggio, oltre a invitare armatori e operatori di navi a rifiutarli se richiesto. Sono clausole, spiega, che «peggiorano l'affaticamento fisico e mentale sperimentato dai marittimi già esausti, minano il rispetto delle disposizioni della Convenzione sul lavoro marittimo del 2006 (MLC) e minacciano ulteriormente la sicurezza della navigazione». Al contrario, ci sono clasole che permettono il soccorso in caso di pandemia e non vengono utilizzate.

Al 18 dicembre, 46 Stati membri dell'IMO, e un membro associato, hanno designato i marittimi come "lavoratori chiave", il primo passo per creare corridoi aerei che facilitino i cambi di equipaggio. Consente a questi lavoratori di essere esentati da alcune restrizioni di viaggio relative al COVID-19, consentendo loro di viaggiare tra il loro paese di residenza e le navi e di essere rimpatriati alla scadenza del contratto. Alcuni progressi ci sono stati recentemente, dopo l'applicazione di uno specifico protocollo.

I 46 Stati membri che hanno riconosciuto i marittimi "lavoratori chiave": Sud Africa, Germania, Arabia Saudita, Azerbaigian, Bahamas, Bangladesh, Barbados, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cipro, Danimarca, Dominica, Emirati Arabi Uniti, Spagna, Stati Uniti, Francia, Gabon, Georgia , Ghana, Grecia, Indonesia, Iran (Repubblica islamica di), Giamaica, Giappone, Kenya, Kiribati, Liberia, Isole Marshall, Moldova, Montenegro, Myanmar, Nigeria, Norvegia, Nuova Zelanda, Panama, Paesi Bassi, Filippine, Repubblica di Corea, Romania, Regno Unito, Singapore, Svezia, Thailandia, Yemen.