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05 agosto 2021, Aggiornato alle 18,07
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Politiche marittime

Arriva la risoluzione dell'ONU: marittimi lavoratori chiave

Per il segretario generale dell'IMO, Kitack Lim, questa categoria di lavoratori dovrebbe ricevere il vaccino in via prioritaria, per facilitare il cambio di equipaggio e la circolazione dell'economia

(imo-newsroom.prgloo.com)

La 75esima aassemblea generale delle Nazioni Unite, tenutasi martedì, ha invitato con una risoluzione gli Stati membri a designare i marittimi e in generale il personale marittimo come "lavoratori chiave", e ad attuare misure pertinenti per consentire il rimpatrio dei marittimi bloccati a bordo o che non possono unirsi ad altri colleghi, garantendo anche l'accesso alle cure mediche.

Leggi la risoluzione dell'ONU

Una risoluzione che viene incontro alle richieste dello shipping che vanno avanti ormai dalla Primavera, per venire a capo di una situazione drammatica che ha coinvolto quest'anno fino a 400 mila lavoratori. La settimana scorsa Ics, Bimco, Intercargo e Intertanko hanno scritto al fondatore di Amazon, Jeff Bezos, chiedendogli di prendere posizione. L'intervento dell'ONU costituisce il primo passo verso la risoluzione di una crisi non solo umanitaria ma economica, visto che in mare si trasportano il 90 per cento delle merci.

I governi vengono incoraggiati ad attuare protocolli sanitari e amministrativi riconosciuti dall'International Maritime Organization (IMO), sempre orientati al rimpatro dei marittimi e al cambio di equipaggio, giunto quasi a bloccarsi nel corso dei vari lockdown mondiali, soprattutto a causa dei blocchi aerei e in assenza di un corridoio dedicato.

Inoltre, in vista della distribuzione dei vaccini anti-Covid, secondo il segretario generale dell'IMO, Kitack Lim, in quanto lavoratori chiave i marittimi dovrebbero riceverli prioritariamente. «Questo – afferma - aiuterà in qualche modo a risolvere la crisi del cambio di equipaggio».

«Purtroppo – concludeLim - centinaia di migliaia di marittimi, fondamentali per il mantenimento delle catene di approvvigionamento, rimangono bloccati in mare per mesi oltre il tempo stabilito, causando un immenso sforzo, affaticamento ed esaurimenti. Tutto questo è insostenibile, è una questione di diritti umani. Spero che questa chiamata all'azione si traduca in uno slancio positivo per risolvere la crisi del cambio di equipaggio».

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