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03 ottobre 2022, Aggiornato alle 12,17
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Politiche marittime

Marittimi: ILO, IMO, Unctad e OMS tornano a chiedere i cambi di equipaggio

La variante Omicron sta rientrando, ma potrebbero arrivarne altre e il problema persiste in ogni caso

(IFA teched/Flickr)

Quattro agenzie delle Nazioni Unite hanno rilasciato una dichiarazione congiunta esortando i governi dei paesi insulari, ma in generale tutte quelli interessati dal commercio marittimo, a collaborare per prevenire indebite difficoltà ai marittimi durante la pandemia di COVID-19 in corso. Difficoltà che con l'invasione della Russia dell'Ucraina possono solo peggiorare. A firmare la dichiarazione, l'International Labour Organization (ILO), l'International Maritime Organization (IMO), la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD) e l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). I marittimi nel mondo sono circa 1,9 milioni di persone. 

Leggi la dichiarazione congiunta

Negli ultimi mesi la variante Omicron ha indotto molti paesi a chiudere i propri confini, ridurre i movimenti dell'equipaggio, richiedere vaccinazioni aggiuntive per i marittimi, in molti casi negandogli l'accesso ad adeguate cure mediche. Le agenzie delle Nazioni unite avvertono che l'impatto di queste azioni non solo causerebbe indebite difficoltà ai marittimi, la maggior parte dei quali provengono da paesi in via di sviluppo, ma potrebbe anche creare interruzioni della catena di approvvigionamento che colpirebbero la popolazione globale.

«Il pieno impatto della variante Omicron e delle relative misure di risposta sui cambi di equipaggio non è ancora chiaro e potrebbero emergere ulteriori varianti», afferma la dichiarazione, che chiede «approcci comuni e proattivi» per questi lavoratori chiave, riducendo al minimo gli impatti negativi, anche sulle loro famiglie, nonché sul commercio globale, sulle catene di approvvigionamento e sullo sviluppo sostenibile.

La dichiarazione elenca dieci azioni che i governi dovrebbero intraprendere:

1. Garantire che i marittimi possano accedere alle cure mediche e all'evacuazione medica, se necessario;

2. Concedere alla gente di mare la designazione di "lavoratore chiave", rimuovere gli ostacoli al cambio dell'equipaggio e ai movimenti sicuri attraverso le frontiere e riconoscere la documentazione pertinente a tale scopo;

3. Dare priorità alla vaccinazione dei marittimi nei programmi nazionali di vaccinazione contro il COVID-19 ed esentarli dalla prova della vaccinazione come unica condizione obbligatoria per l'ingresso, in conformità con le raccomandazioni dell'OMS; 

4. Fornire l'accesso ai test COVID-19 e ai dispositivi di protezione appropriati;

5. Garantire un'applicazione coerente di protocolli e standard concordati a livello internazionale ed evitare misure punitive, sanzioni e costi eccessivi; 

6. Adottare gli strumenti giuridici più recenti, tra cui la Maritime Labour Convention e la Seafarers' Identity Documents Convention (Revised), garantendone l'attuazione;

7. Implementazione delle linee guida settoriali dell'OMS per la gestione del COVID-19 a bordo di navi mercantili e pescherecci;

8. Fornitura di certificati a chiave pubblica associati a qualsiasi prova sanitaria alle reti fiduciarie pertinenti, come l'ICAO per i viaggi internazionali;

9. Aggiornare regolarmente gli orientamenti e i meccanismi pertinenti in linea con gli sviluppi e le conoscenze scientifiche in evoluzione sulle emergenze mediche in mare;

10. Lavorare per mantenere la gente di mare al sicuro, limitando l'interruzione delle catene di approvvigionamento e prevenendo la diffusione incontrollata delle varianti, che potrebbero prolungare la pandemia e le sue conseguenze socioeconomiche ad ampio raggio.


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Tag: marittimi