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27 novembre 2021, Aggiornato alle 09,59
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Cultura

Il richiamo di Molino alle origini mediterranee

"Queste intense pagine mi hanno aiutato a correggere la rotta, a rivedere testi, a riconsiderare la storia in maniera comparata". Decio Lucano commenta il libro Cortocircuito Mediterraneo


di Decio Lucano - DL News

Che cos'è un libro, se non fa pensare? Questo Cortocircuito Mediterraneo del giornalista e fotoreporter Marco Molino (Alessandro Polidoro Editore) è un percorso umano accidentato o un saggio per provocare inquietudini interiori? Questa autobiografia di viaggio è un potente richiamo ad approfondire le nostre origini mediterranee, dalla sua Napoli esaminata con la lente e il cuore del figlio e dello storico in un itinerario che lo porta a Trieste e poi fino alle propaggini di paesi rivieraschi come Spagna, Tunisia, Grecia, Croazia.

Una concreta cronaca analitica la riserva ai rapporti tra Trieste, Fiume e Capodistria in chiave Croazia vs Slovenia e un flash back sull'esodo dal 1945 di 350mila italiani da queste terre da sempre italiche, almeno sulle coste, perché all'interno vivono realtà geopolitiche diverse e la storia fa testo. Bravo Molino e ottimo giornalista. Un black out elettrico in casa è sempre preceduto da un lampo, un flash e una minuscola esplosione, questo dal punto di vista fisico. Il Cortocircuito di Molino è metafisico, ogni riga di molte pagine esprime tanti concetti, una corsa a ostacoli del lettore alla ricerca di una pausa ristoratrice della mente.

Molino chiede collaborazione e indulgenza al lettore, dubbi e ragioni sono disseminati nell'indagine di quanto rimane oggi del rapporto tra i popoli e le loro vestigia. Ci sono anche pagine di autentica poesia quando l'autore ricorda suo padre, quando si sente a suo agio nel vagabondare attento nella culla di questo mare che parla attraverso le sue città costiere. E ritrova un percorso narrativo autobiografico più sereno. Mi pare di aver capito in tal modo questo libro molto utile per chi studia questo mare che "ci divide in ogni parte si guardi" come diceva Leonardo e che divide l'Unione Europea che lo considera come un'appendice suo malgrado nell'equilibrio  politico e di sviluppo economico dei suoi stati.

Questo ci insegna Pedrag Matvejevic; ma sorprendente è Paul Valéry che nelle sue brevi (un saggio) ma intense Ispirazioni Mediterranee ha interpretato lo spirito e il ruolo di questo "lago salato" attorno al quale sorgono "continenti". Questo assunto è confermato dall'usanza dei nordici  di compiere viaggi via mare lungo le rotte della storia mediterranea; mi riferisco a intellettuali e scrittori come lo svedese Biorn Larsson e al  professor Goran Schildt, finlandese, autore di quel Il mare di Icaro che con la goletta Daphne dall'Adriatico al Medio Oriente, ci racconta le origini della storia del Mediterraneo, la culla del mondo. E il grande Van Loon scriveva che non vi erano dubbi sulla sua italianità quando si pronunciava "marina mediterranea".

Sono andato "fuori rotta" anch'io leggendo Cortocircuito? No, queste intense pagine di Marco Molino mi hanno aiutato semmai a correggere la rotta, a rivedere testi, a riconsiderare la storia in maniera comparata. A essere orgogliosi di essere mediterranei, e forse è questa la ragione nonostante tutto che, alla fine - contraddicendo Leonardo - unisce noi popoli mediterranei.

Le immagini della fotogallery sono tratte dalla mostra fotografica L'onda di Pietra tenuta da Marco Molino nel 2014 presso la sede di Procida dell'Università Orientale di Napoli. Con questi scatti l'autore ha vinto il premio giornalistico Mare Nostrum Awards