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23 febbraio 2024, Aggiornato alle 19,53
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Politiche marittime

Il Mar Rosso è senza linee marittime

Nel fine settimana scorsa tutti i principali armatori hanno sospeso i transiti in una regione strategica, passaggio obbligato per entrare o uscire dal Canale di Suez

Una car carrier sul Mar Rosso (xiquinhosilva/Flickr)

Le principali compagnia marittime hanno sospeso la scorsa settimana tutti i loro servizi sul Mar Rosso, esponendo così la catena logistica mondiale a una serie di contraccolpi, considerando che il Mar Rosso è un punto di transito obbligato per accedere al Canale di Suez. La causa indiretta è la guerra in Israele, quella diretta è una serie di attacchi – di droni e missili – rivendicati nelle scorse settimane dal gruppo ribelle sciita filo-Hamas degli Houti.

La prima ad annunciare la sospensione dei servizi sul Mar Rosso è stata la compagnia danese Maersk, seguita da Msc, Hapag Lloyd, Ignazio Messina e Cma Cgm, solo per citare le principali. «A seguito del quasi incidente che ha coinvolto giovedì scorso la Maersk Gibraltar, e dell'ennesimo attacco contro una nave portacontainer venerdì scorso, abbiamo dato istruzioni a tutte le navi Maersk nell'area destinate ad attraversare lo Stretto di Bab al-Mandab di sospendere i loro viaggi fino a nuovo avviso», ha affermato Maersk in un comunicato.

Il 14 dicembre Maersk Gibraltar è stata presa di mira da un missile mentre viaggiava dal porto di Salalah, in Oman, a quello di Jeddah, in Arabia Saudita, senza però subire danni. L'armatore danese ha anche smentito alcune voci che riferivano di un'altra portacontainer colpita nei giorni scorsi da un drone. «I recenti attacchi contro le navi commerciali nella zona sono allarmanti e rappresentano una minaccia significativa per la sicurezza e l'incolumità dei marittimi», conclude la nota di Maersk.

Per quanto riguarda Hapag, la decisione arriva dopo che la nave Al Jasrah è stata colpita la settimana scorsa all'altezza dello stretto di Bab el-Mandeb, che congiunge Mar Rosso a nord e Golfo di Aden a sud. Non è chiaro ancora da cosa sia stata colpita la nave, probabilmente da un drone. A bordo è poi scoppiato un incendio, come riferisce Nils Haupt, portavoce di Hapag Lloyd, che è stato poi domato. «È molto preoccupante - ha detto - perché le navi dirette a Suez devono passare attraverso lo stretto. Stiamo fermando alcune navi ma non abbiamo una prassi consolidata per avvenimenti del genere».

Lo US central Command degli Stati Uniti riferisce che nei giorni scorsi alcuni suoi mezzi militari hanno abbattuto più di dieci droni provenienti dallo Yemen.

Come riferisce il Wall Street Journal, sarebbero almeno otto i mercantili attaccati nelle ultime settimane nello stretto di Bab el-Mandeb. «Alcune aziende hanno già deviato attorno al Capo di Buona Speranza per evitare l'aggressione degli Houthi, il che aggiunge costi e ritardi al commercio globale», ha affermato Hapag Lloyd in una nota. «Il Mar Rosso – conclude il comunicato - è una via d'acqua cruciale, che collega l'Europa e l'Asia. Attualmente, il 12 per cento del commercio globale passa attraverso il Mar Rosso».

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