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17 aprile 2024, Aggiornato alle 08,49
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Politiche marittime

Il bando digitale porti piace ad armatori, spedizionieri e terminalisti

Per Assarmatori, Spediporto e Assiterminal i 16 milioni di euro di finanziamento per lo sviluppo del Port Community System permetteranno un risparmio di tempo e risorse

(U.S. Department of Agriculture/Flickr)

Assarmatori, Spediporto e Assiterminal - rispettivamente le associazioni degli armatori, degli spedizionieri doganali e dei terminalisti portuali - accolgono con soddisfazione il bando da 16 milioni di euro emanato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, destinato alle Autorità di sistema portuale per la digitalizzazione della catena logistica, in particolare per lo sviluppo del Port Community System.

Nei porti italiani circa il 70 per cento delle operazioni documentali legate allo sbarco o all'imbarco della merce sono fatte su carta, ovvero non completamente digitalizzate, con ripercussioni sui tempi di evasione, sulle autorizzazioni e in generale sui tempi di svincolo dei container, dei rotabili, dei prodotti alla rinfusa, etc. Anche i costi, rispetto al documento digitale, sono più elevati su carta, nell'ordine, in alcuni casi, come evidenzia Spediporto, di qualche centinaio di euro per pratica. «I flussi ottimizzati  permettono di risparmiare tempo e risorse umane impiegate nelle fasi di importazione ed esportazione dei beni», afferma Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto. «Qui a Genova - continua - abbiamo trovato in Hub Telematica un buon partner tecnologico, che da vent'anni è regista dello sviluppo dei sistemi informatici al servizio di tutti gli operatori. Il nostro suggerimento è, dunque, quello di 'coltivare" la condivisione degli obiettivi tra le diverse categorie, al fine di trovare partner tecnologici all'altezza delle loro aspettative e dei loro bisogni».

A proposito del bando, «si tratta di una svolta che auspicavamo da tempo - commenta il presidente dell'associazione armatoriale, Stefano Messina - nella stragrande maggioranza dei processi logistici, infatti, è ancora richiesta la documentazione cartacea, fatto che rallenta e ostacola il flusso delle merci. Grazie a queste risorse le autorità di sistema portuale italiane saranno in grado di far compiere un vero e proprio salto di qualità che consentirà l'ottimizzazione dei processi, con conseguente risparmio di tempo e risorse. L'obiettivo di una smaterializzazione documentale completa è peraltro coerente con il Regolamento UE 1056 e fornisce agli operatori grandi opportunità a step progressivi sino a metà del 2026. Lo scambio di dati in tempo reale fra i centri logistici del nostro Paese è una condizione fondamentale per migliorare la catena distributiva, aumentare l'efficienza dell'intero sistema e quindi la competitività dell'Italia nello scacchiere internazionale. In tal senso, in particolare apprezziamo per il settore del trasporto marittimo un approccio non solo legato alla pura portualità, ma all'intera catena logistica multimodale che ruota intorno al porto».

«L'ottimizzazione dei flussi di informazioni può permettere di risparmiare tempo e risorse», secondo il presidente di Assiterminal, Luca Becce. «La standardizzazione dei processi, la capacità di mettere in rete dati e i flussi delle merci ma anche in prospettiva delle persone che ogni giorno entrano ed escono dai porti, transitano su strade e ferrovie e attraverso i centri logistici e gli interporti si distribuiscono al sistema produttivo e alle reti di distribuzione sino al consumatore sono fattori competitivi che devono essere gestiti con strumenti adeguati, sotto un'attenta regia che, nel rispetto dei vincoli normativi e di security, possa finalmente accompagnarci verso una maggiore capacità di essere efficienti. Il prossimo passo ora sarà utilizzare al meglio le risorse previste per gli operatori: forse una logica di sistema per filiere potrebbe essere un metodo per non disperdere risorse».

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Tag: economia