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06 agosto 2020, Aggiornato alle 11,28
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Armatori

Hapag e Uasc siglano la fusione

Un business combination agreement da finalizzare entro l'anno, per essere operativi a marzo 2017


Annunciata ad aprile, approvata dagli azionisti a fine giugno, gli armatori Hapag-Lloyd e United Arab Shipping Company (Uasc) hanno infine ufficializzato la fusione delle rispettive attività. Un business combination agreement per la precisione, ovvero, appunto, una fusione che farà assorbire la compagnia araba in quella tedesca, fatto salve le approvazioni delle organizzazioni antitrust europee, americane e asiatiche. Lo ha annunciato lunedì scorso l'armatore tedesco.
 
I tempi
La fusione effettiva è prevista per la fine dell'anno, l'operatività come unica società/armatore per marzo 2017. Fino ad allora, Uasc e Hapag-Lloyd continueranno ad operare come armatori stand alone.
 
Gli azionisti
L'accordo tra le parti è da un lato tra gli azionisti Csav Germany Container Holding, Hgv Hamburger Gesellschaft für Vermögens e Kuhne Maritime per Hapag-Lloyd, e dall'altro Qatar Holding dello Stato del Qatar per la parte di Uasc. Si prevede un aumento di capitale di 400 milioni di dollari entro sei mesi dalla chiusura della transazione.
 
La nuova Hapag Lloyd
Sarà il quinto armatore container del mondo con 237 navi, una capacità di trasporto di 1,6 milioni di teu, un volume di trasporto annuale di 10 milioni di teu e un fatturato di circa 12 miliardi di dollari. La flotta, con un'eta media di 6,6 anni e una dimensione media di 6.600 teu, ha recentemente ricevuto sei navi da 18.800 teu e undici da 15mila sono in consegna a breve. 
 
Resterà una società quotata alla Borsa di Francoforte e Amburgo, dove in quest'ultima città manterrà la sede. Csav, Hgv e Kuhne avranno la maggioranza delle azioni, mentre il Qatar Holding e il Public Investment Fund of the Kingdom of Saudi Arabia saranno i nuovi azionisti di Hapag Lloyd da parte Uasc con rispettivamente il 14 e il 10 per cento. 
 
«È una fusione che ha molto senso per entrambi i vettori – commenta Rolf Habben Jensen (nella foto), amministratore delegato Hapag Lloyd – e ci permetterà di avere in flotta le ultra large container vessels (navi da circa 20mila teu, ndr). Dopo la fusione con Csav a metà 2015, questa con Uasc è un altro traguardo storico».
 
L'assorbimento di Uasc in Hapag permetterà alla compagnia tedesca di rafforzare il mercato mediorientale, che si arricchirà presto con una quinta sede a Dubai. Hapag sarà uno dei sei armatori di THE Alliance, di cui è stato firmato un accordo vincolante a maggio scorso e se ne prevede l'entrata in esercizio ad aprile dell'anno prossimo.
 
«Questa fusione creerà sinergie nette per almeno 400 milioni di dollari, permettendo di risparmiare una significativa quantità di spese», commenta Michael Behrendt, presidente del consiglio di vigilanza Hapag-Lloyd.
 
I prossimi passi
Ad agosto si riunirà l'assemblea degli azionisti Hapag Lloyd che approverà il capitale sociale, azione utile a implementare il business combination agreement.
 
A proposito di Hapag-Lloyd
Ha una flotta di 175 navi con una capacità totale di 955mila teu. Conta 9,400 dipendenti, 361 sedi in 118 paesi e 122 servizi.
 
A proposito di Uasc
È stata fondata nel 1976. Conta 185 uffici sparsi nel mondo e copre con i suoi servizi 275 porti.