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28 novembre 2020, Aggiornato alle 19,54
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Infrastrutture

Fincantieri, nel 2019 quasi 6 miliardi di ricavi

Un altro anno da record per il gruppo non più solo navalmeccanico. 109 navi in costruzione e un backlog che sfiora i 30 miliardi. Bono: "Creeremo un nuovo modello di sviluppo"

Un'immagine da uno spot di Fincantieri

Continua, come da qualche anno a questa parte, l'andamento molto positivo dei conti di Fincantieri. Nei ricavi, negli ordini acquisiti - in quantità senza precedenti - e nella situazione finanziaria generale. Nel 2019 i ricavi sono stati da record, pari a 5,8 miliardi, con commesse in corso per 8,7 miliardi, come ha reso noto il Consiglio di amministrazione del gruppo navalmeccanico che ha approvato oggi il bilancio consolidato.

In un contesto molto difficile per via della pandemia - Fincantieri ha stretto con i sindacati un accordo di "pronto rientro" al lavoro una volta finita l'emergenza - l'utile di esercizio della sola Fincantieri Spa è stato di 151 milioni di euro, su ricavi per 4,3 miliardi, con un EBITDA di 489 milioni, pari a un margine dell'11,3 per cento. Risultati al netto della svalutazione della partecipazione in Vard per 50 milioni, più oneri straordinari per amianto di 40 milioni. La società navalmeccanica norvegese in futuro sarà ristrutturata.

Sono considerevolmente cresciuti gli ordini negli ultimi cinque anni. Solo le unità acquisite nel 2019 sono state 28, tra cui 13 cruise per 6 marchi diversi e 5 navi militari per la Marina degli Stati Uniti. In totale, 109 le navi in costruzione, che valgono tutte insieme sei volte i ricavi dell'anno scorso: il solo backlog è di 28,6 miliardi, in crescita dell'11,8 per cento. Delle 109 navi in costruzione, 98 sono in consegna nei prossimi sette anni.

Nel 2019 sono state consegnate 26 navi da 12 stabilimenti, tra cui 4 navi da crociera, 4 expedition cruise e 3 navi militari.

Fincantieri ha detto di aver creato 550 posti di lavoro diretti nel 2019 e 2,650 nell'indotto, incrementando l'organico.

La partnership del 2019 è stata certamente quella con la francese Naval Group, anche lei gestita in parte dallo Stato, creando una società paritetica, Naviris, il cui primo consiglio di amministrazione si è riunito a gennaio e servirà a "compattare" il mercato navalmeccanico europeo specializzato nella costruzione di navi militari.

I risultati consolidati del gruppo vedono una crescita dei ricavi dell'8 per cento, pari a 5,8 miliardi, con un EBITDA di 320 milioni, in calo di circa 100 milioni sul 2018 e un margine del 5,5 per cento (7,8% nel 2018). Risultato d'esercizio ante proventi e oneri estranei alla gestione ordinaria, negativo per 71 milioni (114 milioni nel 2018) e risultato d'esercizio negativo per 148 milioni (69 milioni nel 2018) al netto di oneri fiscali (73 milioni). Indebitamento finanziario netto di 736 milioni, «che riflette - si legge in una nota di Fincantieri - una struttura finanziaria coerente con la crescita dei volumi cruise ed il relativo calendario delle consegne».

«Una prova concreta di ciò è stato il nostro ingresso nel settore delle grandi infrastrutture, nel quale un tempo l'Italia primeggiava, un patrimonio però che andava dissolvendosi», ha detto Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, riferendosi alla costruzione del nuovo ponte di Genova, di cui se ne occupa Fincantieri Infrastructure, che sta partecipando alla costruzione di altri ponti nel mondo. 

«In un frangente storico che vive un'emergenza senza precedenti - continua Bono - voglio manifestare il mio apprezzamento ai nostri dipendenti e a quelli dell'indotto. Al termine dell'emergenza ancora una volta Fincantieri metterà a disposizione le proprie competenze e le proprie risorse per contribuire, nel più breve tempo possibile, alla creazione del nuovo modello di sviluppo economico nazionale. Pure il lavoro che portiamo avanti con Cassa Depositi e Prestiti ed Eni va nella stessa direzione, quella di generare un impatto positivo a livello socio-economico ed ambientale su tutto il territorio italiano. Per questa enorme responsabilità - conclude Bono - e per il contributo che ognuno di noi sarà chiamato a dare voglio fin d'ora ringraziare i nostri lavoratori e quelli della nostra vastissima rete di fornitori».