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24 giugno 2019, Aggiornato alle 13,51
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F2i acquisisce Gruppo Porto di Carrara

Investimento strategico per il fondo italiano nel gruppo che rifornisce di acciaio il Nord-Est, di cereali la Pianura Padana e di marmo Carrara e Verona

La cava di marmo di Carrara (tuscanyquintessence.com)

In attesa che si delineino gli investimenti nel porto di Venezia, F2i, il maggior fondo di investimenti infrastrutturale italiano, entra nei porti di Carrara, Marghera e Chioggia acquisendo il Gruppo Porto di Carrara. Rilevata la quota di maggioranza dall'armatore Enrico Bogazzi e quella di minoranza da Ciclat, cooperativa dei servizi portuali. L'investimento è stato effettuato dal terzo fondo F2i, assistito da Venice Shipping and Logistics. 

«I terminal portuali sono un elemento fondamentale dell'infrastruttura in termini di fornitura di settori industriali italiani e hub strategico per l'economia del Paese», ha detto Renato Ravanelli, amministratore delegato di F2i che ha azionisti nelle fondazioni bancarie (il finanziatore italiano è Intesa San Paolo) e nei fondi previdenziali. Il settore portuale, continua Ravanelli, «è frammentato, con numerosi piccoli operatori. F2i agisce da aggregatore in settori strategici della nostra economia, anche alla luce dell'impatto che avrà la belt and road initiative sul commercio internazionale via mare, dove l'Adriatico settentrionale è un interscambio cruciale».

Cosa fa Gruppo Porto Carrara
Gruppo Porto di Carrara possiede i terminal portuali di Carrara, Marghera e Chioggia. Gestisce mediamente 5 milioni di tonnellate di carichi solidi rifornendo alcuni dei principali segmenti industriali italiani, come l'acciaio per i distretti di Brescia, Verona e Vicenza; i cereali per i distretti alimentari della Pianura Padana; il marzo e pietra per Carrara e Verona. Il gruppo PDC e le sue controllate Multiservice e Transped operano come hub multi-specialisti e piattaforme logistiche, assemblando i moduli per Baker Hughes General Electric nella zona di Carrara. Ha chiuso il 2018 con ricavi consolidati di circa 59 milioni di euro.

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