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25 settembre 2020, Aggiornato alle 09,11
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Infrastrutture

È iniziato lo sciopero di dieci giorni a Gioia Tauro

Fermi, contro un piano esuberi per 400 persone, non solo gruisti e carrellisti ma anche molti impiegati. 


Come annunciato dai sindacati, è iniziato stanotte lo sciopero di dieci giorni, salvo evoluzioni nelle trattative, al porto di Gioia Tauro. Con il turno dell'una il Medcenter Container Terminal si è fermato. L'adesione, riferisce l'Ansa, è ampia e coinvolge in modo significativo, diversamente dal passato, non solo gruisti, carrellisti e tutti gli operatori di piazzale, ma anche gli impiegati.

Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sul protestano contro il piano di circa 400 esuberi dell'azienda (su 1,292 dipendenti), le cui procedure di mobilità sono operative dal 31 marzo.

L'Autorità portuale, ancora commissariata, a fine marzo ha deliberato, tramite il Comitato portuale, la nuova Agenzia del lavoro che, sul modello dei porti nordeuropei, ha l'incarico di formare e reinserire al lavoro i dipendenti in esubero. Sarà un lavoro difficile per questo nuovo istituto in un contesto così. L'unica agenzia di questo tipo per i porti funzionante e con buone aspettative per il futuro è quella del porto di Trieste, costituita a maggio dell'anno scorso. Un'altra è stata istituita a Taranto ma, come ha richiesto il presidente dell'Adsp, ha bisogno di più risorse.

Sul lavoro dei terminal portuali il ministero dei Trasporti sta progettando una serie di interventi. In primo luogo l'addio al "15 bis", il sistema che per due anni ha finanziato la formazione delle compagnie e imprese portuali in cambio della riduzione dell'organico. Poi un censimento, mai realizzato, dei lavoratori dei terminal portuali: si conoscono i soci delle compagnie ma non i dipendenti. Recentemente il consigliere del dicastero Ivano Russo ha incontrato i rappresentanti delle imprese e delle compagnie portuali per discutere dell'istituzione di un'agenzia del lavoro nazionale.