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08 dicembre 2021, Aggiornato alle 20,17
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Infrastrutture - Logistica

Bene (di poco) i terminal italiani nel pre-covid. Lo studio Fedespedi

Tra le strutture prese in esame, Livorno, Ancona e Trieste le migliori. Maglie nere a Salerno e Cagliari


Alla fine del 2019, quindi prima della crisi causata dalla pandemia, i terminal container italiani avevano registrato complessivamente un lieve aumento di traffico (+1,4%) e di fatturato (+1%) rispetto all'anno precedente. Un bilancio moderatamente positivo (con le migliori performance a Livorno, Ancona e Trieste) che viene analizzato nel report intitolato "I Terminal container in Italia: un'analisi economico-finanziaria", elaborato per il quarto anno consecutivo dal Centro Studi Fedespedi con lo scopo di analizzare le performance economico-finanziarie delle società di gestione dei principali terminal italiani, settore che ha un ruolo sempre più cruciale nel sistema portuale italiano e internazionale, oggetto di grande interesse da parte delle compagnie marittime, protagoniste negli ultimi anni di processi di integrazione verticale della filiera logistica. L'analisi di quest'anno fotografa l'andamento dei terminal italiani nell'ultimo anno di attività pre-Covid. 

Per quanto riguarda le performance operative - teu movimentati - nel 2019 i 12 terminal* analizzati hanno movimentato complessivamente 8,495 milioni di teu - il 78,8% del totale italiano (10,770 milioni di teu) - su una superficie totale di 5,1 milioni di metri quadrati e avvalendosi di 94 gru da banchina; rispetto al 2018, nel 2019 hanno registrato una crescita complessiva dell'1,4% in termini di teu movimentati.

Punte positive sono registrate a Livorno (+11,6%), Ancona (+10,8%) e Trieste (+10%). Scende, invece, Salerno (-20,7%). Genova, il primo porto container a livello nazionale, registra un -0,9% al Sech e +1,4% a Voltri. Il dato di Cagliari (-75,1%) è relativo al periodo di attività gennaio-giugno 2019: la forte contrazione registrata è connessa alla decisione di Hapag Lyod di spostare le operazioni su Livorno.

Per quanto riguarda, invece, le performance economico-finanziarie i terminal analizzati sono 9 in quanto il bilancio 2019 di Cagliari riguarda solo un semestre di attività, mentre quelli di Gioia Tauro e Ravenna non sono ancora disponibili. Questi i dati più significativi: i terminal hanno realizzato nel complesso un fatturato di 590,9 milioni di euro, con un valore aggiunto di 316 milioni di euro e un risultato finale di 74 milioni di euro, pari al 12,5% del fatturato. Il rapporto 2019/2018 a numero omogeneo di imprese evidenzia un aumento dell'1%.

I risultati dei singoli porti in termini di fatturato seguono i risultati delle performance operative (teu movimentati): Salerno registra un -9,1%, mentre registrano una crescita consistente Ancona (+23%) e Trieste (+12%). Fanno eccezione i terminal genovesi che registrano risultati di segno opposto in termini di fatturato rispetto ai Teu movimentati: Sech +5,2% e Voltri -2,5%.

*I 12 terminal analizzati: Ancona (Adriatic Container Terminal), Cagliari (Cagliari International Container Terminal), La Spezia (La Spezia Container Terminal), Salerno (Salerno Container Terminal), Genova (Southern European Container Hub e Voltri Terminal Europa), Gioia Tauro (Medcenter Container Terminal), Livorno (Terminal Darsena Toscana), Napoli (Co.Na.Te.Co), Ravenna (Terminal Container Ravenna), Trieste (Trieste marine Terminal) e Venezia (Venezia Container Terminal).