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Porto di Napoli
16 ottobre 2018, Aggiornato alle 19,30
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Politiche marittime

Autoproduzione, armatori e sindacati si incontrano al MIT

Vertice anche insieme alle associazioni logistiche. Il sottosegretario: "Riporteremo a Toninelli"


Si torna a parlare di autoproduzione portuale, stavolta al ministero dei Trasporti (MIT) dove sindacati, Confitarma, Assarmatori e associazioni della logistica hanno incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Vincenzo Santangelo, e il direttore generale del dipartimento porti, Maurizio Coletta.

«Il governo, - afferma Santangelo - anche con la mia presenza, dimostra la giusta attenzione nei confronti delle problematiche portuali nazionali, delle imprese e dei lavoratori coinvolti. Questioni complesse riscontrate in tutto il territorio nazionale e molto diverse tra loro. Sottoporremo al ministro Toninelli un report». 

L'autoproduzione è un tema sempre più attuale e riguarda la possibilità per l'armatore di utilizzare (autoprodurre) il proprio personale per le operazioni portuali in banchina. Nei primi di maggio c'è stato un accordo sindacale tra Germania e Italia e uno sciopero nazionale. Gli armatori ritengono l'autoproduzione un diritto, i sindacati chiedono un inquadramento legislativo.

Una nota del MIT spiega che nel corso dell'incontro si è parlato del caso del porto di Taranto. La questione vede coinvolti i lavoratori delle imprese portuali e il gruppo Franza di Caronte & Tourist (Traghetti delle Isole). «Dal 22 giugno – si legge nella nota - i lavoratori portuali non possono più salire a bordo dei traghetti, con relativo susseguirsi di manifestazioni e incontri tra sindacati e Prefetto, a causa dei provvedimenti dell'Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale che, secondo l'Impresa portuale S.r.l. di Trapani che ha proposto un ricorso al TAR Sicilia, sarebbero illegittimi».