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30 settembre 2020, Aggiornato alle 18,05
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Assarmatori: "Aiuti al trasporto aereo ma il governo dimentica il mare"

A parte la sospensione della tassa di ancoraggio, l'armamento denuncia l'assenza di sostegno economico dal governo, soprattutto su crociere e cabotaggio

Stefano Messina, presidente Assarmatori

150 milioni di compensanzione per le compagnie aeree e 3 miliardi per la nazionalizzazione di Alitalita. Alle compagnie marittime, che garantiscono l'approvvigionamento delle merci e la continuità territoriale a un sesto degli italiani che vivono nelle isole, niente.

Assarmatori, così come Confitarma, denuncia l'assenza di assistenza da parte del governo nell'ultima versione del Decreto Rilancio. All'articolo 201, spiega l'associazione, è previsto un fondo di 150 milioni per la compensazione dei danni subiti dalle compagnie aeree nazionali per effetto della riduzione del numero dei passeggeri trasportati durante la fase di emergenza da Coronavirus. All'articolo 206 è previsto un fondo di 3 miliardi di euro per la costituzione di una nuova compagnia di bandiera. Invece, «per le compagnie di navigazione, che i passeggeri proprio non li possono tuttora imbarcare, non è stato previsto alcun indennizzo o aiuto, se si esclude la sospensione della tassa di ancoraggio», spiega il presidente di Assarmatori, Stefano Messina. «Altro che sostenere le attività marittime - continua - e impedire il tracollo di un settore strategico dell'economia nazionale e l'immediata cancellazione di migliaia di posti di lavoro, come il governo aveva assicurato di voler fare».

Secondo Assarmatori questo piano di aiuti statali che si profila nell'ultimo decreto economico in arrivo dimostra che «la gravità della situazione non sia stata colta a fondo visto che dopo oltre due mesi di lockdown il cluster marittimo, componente fondamentale della catena logistica che tiene in piedi il Paese, è allo stremo per le conseguenze della pandemia». In gioco non è solo il futuro degli armatori dei mercantili, ma anche dei marittimi italiani che ci viaggiano sopra.

«Misure – conclude Messina- che dovranno aiutare l'intero impianto del trasporto marittimo e passeggeri in particolare, a garanzia della più grande popolazione insulare d'Europa. Ma finora, al di là di rassicurazioni e impegni verbali, non si è visto nulla di concreto. E il tempo sta scadendo facendo emergere i confini di una crisi sistemica che, per un Paese che dipende in modo così evidente dal trasporto marittimo, è destinata ad assumere le caratteristiche di un vero e proprio suicidio collettivo».

Assarmatori ha poi passato in rassegna lo stato di salute dell'armamento, settore per settore: crociere, traghetti e merci. A cui rimandiamo a questo approfondimento.