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08 agosto 2020, Aggiornato alle 12,18
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Armatori - Logistica

Autostrade del mare, ricavi dimezzati per le compagnie italiane

Nel 2020 perso almeno un terzo del traffico container e rotabile. Abortito un altro anno di crescita per le crociere. Il quadro di Assarmatori


Nel 2020, a causa del lockdown, l'Italia dovrebbe bruciare circa un terzo di container e merce rotabile. Per le compagnie ro-ro e ro-pax che scalano il Mediterraneo i ricavi potrebbero dimezzarsi, avendo perso mediamente il 90 per cento degli incassi negli ultimi due mesi. Infine, le navi da crociera hanno visto abortito un altro anno consecutivo di crescita dei passeggeri. Assarmatori tratteggia un quadro molto pesante dell'armamento italiano, denunciando la sproporzione tra gli aiuti per il settore aereo e lo shipping contenuti nell'ultima bozza del decreto economico, il "DL Rilancio".

Crociere
Quest'anno sarebbe dovuto essere un altro anno di crescita consistente del settore crocieristico, con oltre 13 milioni di passeggeri in Italia, tra imbarchi, sbarchi e transiti. Da due mesi è fermo, e lo sarà ancora perlomeno fino a luglio. In Italia, spiega Assarmatori, la situazione è ancora più grave perché le compagnie che hanno assicurato finora tali volumi, e che per l'80 per cento sono aziende internazionali, hanno fatto fronte, soprattutto nelle ultime settimane, a complicate operazioni di rientro delle navi da crociera partite prima dello scoppio della pandemia, per far ritornare  a casa i marittimi e i passeggeri.

Traghetti
Dai calcoli di Assarmatori le compagnie traghetti che collegano le isole italiane e quelle impegnate nelle "autostrade del mare" vedranno calare a fine anno circa la metà dei ricavi (negli ultimi due mesi il calo è stato intorno al 90 per cento). Sono compagnie che devono continuare a viaggiare, anche se con meno navi o con approdi ridotti, per consentire il trasporto dei pendolari e l'approvvigionamento, «ma i costi ingenti di questi servizi non vengono minimamente compensati dai ricavi mancando completamente la componente del traffico passeggeri. E non fa prevedere miglioramenti la prospettiva di dover viaggiare al 50-60 per cento, e forse anche meno, della disponibilità dei posti anche dopo la fine del lockdown». Con il drastico calo dei ricavi, «i costi fissi e variabili per garantire i servizi non potranno che scendere di un quarto o poco più, condizioni che rendono impossibile qualsiasi ipotesi di continuità aziendale. Tanto più se anche per le compagnie di navigazione, come per le altre aziende "capital and labour intensive", l'accesso alla liquidità con garanzie pubbliche resta al momento solo un'illusione».

Container e rinfuse
Quest'anno il traffico di queste due merci dovrebbe calare di un terzo rispetto al 2019, ma potrebbe essere anche maggiore. Si tratta di navi, spiega Assarmatori, che «continuano ad essere rallentate dalle diverse e spesso contrastanti misure di contenimento decise dalle varie autorità nazionali».