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20 maggio 2019, Aggiornato alle 15,56
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Politiche marittime

Al via il censimento dei marittimi italiani

Governo lancia il programma. Armatori battenti bandiera italiana forniranno storico e occupati, i sindacati il numero di disoccupati e le regioni che ne hanno di più

Da sinistra, Giovanni Pettorino, comandante generale delle Capitanerie; Rixi e Messina

Il governo avvia il censimento dei marittimi italiani. Lo anticipa Assarmatori.

Il processo di conteggio sarà lungo (si pensi che quello per i portuali va avanti da quasi due anni) ed è passato molto tempo dall'ultima volta che è stato fatto, tant'è che l'anno scorso i sindacati sono tornati a richiederlo. «È il primo passo per favorire un intervento deciso sulla piaga della disoccupazione che affligge i marittimi italiani. Pieno sostegno al governo e in particolare al viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi», ha detto il presidente di Assarmatori, Stefano Messina.

Come funziona
Per i portuali la base è il Piano organico porto (Pop), uno strumento delle autorità di sistema (Adsp). Sommando i 15 Pop delle 15 Adsp si ha il totale dei portuali - ad aprile 2017 Assoporti ha chiesto alle imprese (art. 16 legge 84/94), alle compagnie portuali (art. 17) e alle società terminalistiche (art. 18) di riferire il numero esatto dei loro dipendenti. Per i marittimi, spiega Assarmatori, il progetto governativo prevede che tutte le aziende armatoriali interessate, direttamente o indirettamente, forniscano sia lo storico che gli attuali occupati. Saranno coinvolte le imprese armatoriali che operano con navi di bandiera italiana, le aziende estere che utilizzano la bandiera italiana sotto contratti di bare boat charter, le aziende le cui navi battono bandiera italiana in virtù dell'iscrizione al Registro Internazionale, le imprese marittime impegnate nel cabotaggio nazionale ed europeo. 

Una collaborazione sarà richiesta anche alle organizzazioni sindacali per fornire il numero dei disoccupati, indicando le regioni e le province dove questo numero è più alto. Sotto la lente di ingrandimento finiranno anche le rotazioni di equipaggio e i periodi a terra coperti dal regime di malattia ex cassa marittima. L'obiettivo finale è creare un'anagrafica unica nazionale, un "collocamento della gente di mare".