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Porto di Napoli
16 ottobre 2018, Aggiornato alle 19,30
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Politiche marittime

Si devono censire anche i marittimi

Lo chiedono a più riprese i sindacati. I metodi di raccolta dati sono due: ispezioni delle Capitanerie e piattaforme telematiche


Mentre prosegue il censimento dei lavoratori portuali – quelli a terra – si solleva anche la stessa questione relativa ai marittimi – quelli a bordo. Stimati in circa 22 mila unità, i lavoratori portuali sono un numero non verificato. Ad aprile 2017 Assoporti ha chiesto alle imprese (art. 16 legge 84/94), alle compagnie portuali (art. 17) e alle società terminalistiche (art. 18) di riferire il numero esatto dei loro dipendenti, ma il lavoro sarà lungo. Ora lo stesso discorso si apre anche per i marittimi. 

Alberto Quarati, su Il Secolo XIX, ha ricordato come i metodi di raccolta per ricavare il numero più o meno esatto di marittimi italiani imbarcati sono due: le ispezioni di bordo e le piattaforme telematiche aggiornate dalla compagnie marittime.

Le ispezioni nel cabotaggio
La legge di riferimento è il decreto legge 221/2016 che prevede ispezioni della Capitaneria alle navi attraccate, da riferire poi al ministero dei Trasporti.

Unimare
È una piattaforma del ministero del Lavoro, attiva dal 2008, utilizzata dagli armatori e gestita dagli Uffici di collocamento della Gente di mare presso le Capitanerie. Ogni 20 del mese vengono comunicati i dati Inps e Inail del personale imbarcato. È speculare all'Unilav, utilizzato per la maggior parte dei lavoratori dipendenti.

I sindacati chiedono al governo a più riprese questo censimento, anche attraverso un nuovo sistema di collocamento. «Torniamo a sollecitare il nuovo governo sull'urgenza di aggiornare il censimento dei marittimi italiani», ha detto recentemente Fit-Cisl in una nota. «La nuova anagrafe nazionale della gente di mare – continua la nota - dovrebbe contenere tutte le certificazioni in corso di validità in possesso di ogni singolo marittimo, per consentire che sia l'azienda che la Capitaneria di Porto, al momento della stipula di convenzioni di arruolamento, siano a conoscenza dell'effettivo possesso da parte del marittimo dei requisiti necessari in base alle normative. L'assenza di un censimento aggiornato determina una sostanziale incertezza in merito al reale numero di lavoratori marittimi abilitati all'imbarco e in cerca di occupazione».