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12 dicembre 2019, Aggiornato alle 11,29
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Cultura

Uno scrittore e il suo porto. Quattro domande a Maurizio De Giovanni

La riflessione dell'autore partenopeo sul rapporto tra lo storico scalo marittimo e la città


di Emilia LeonettiPorti campani in rete 

Che rapporto ha lo scrittore Maurizio De Giovanni con il porto di Napoli?
"Per uno scrittore napoletano il porto è un luogo irrinunciabile. La città convive col mare, pur non essendo propriamente una città di mare, data la scarsissima fruibilità che la popolazione ha dell'elemento. Il porto è invece una città nella città, il luogo simbolo dell'apertura all'esterno e alle culture altre, una caratteristica irrinunciabile di Napoli".

Il porto è uno dei luoghi in cui si svolge uno dei romanzi de "Il Commissario Ricciardi", ambientato negli anni del fascismo. Una scelta casuale o necessaria?
"Una scelta necessaria. In quell'epoca, quando gli spostamenti su strada e in aereo erano rarissimi e appannaggio dei soli ricchi, il porto costituiva il sogno di un futuro migliore, l'occasione di una vita diversa, l'opportunità di elevarsi dalla miseria e dalla povertà. Il porto era un'idea, un sogno".

Il porto dovrebbe essere parte integrante della città. Almeno così è in alcuni porti italiani e esteri, Qui è diverso. Da cosa dipende? Cosa manca perché si realizzi l'integrazione porto-città?
"Alcune città, come Genova, guardano costantemente al porto. Napoli si è invece sviluppata prescindendo dallo scalo marittimo, articolando un'identità complessa che parte dall'accoglienza, ma si muove lungo linee interne. Suoni, parole, perfino la gastronomia nascono da quello che arriva dal Mediterraneo per poi però diventare qualcosa di unico e peculiare. Credo che un'evoluzione del porto verso una maggiore fruibilità turistica potrebbe aiutare un processo di integrazione che manca fin dagli anni Sessanta".

L'Autorità di sistema portuale di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia, è l'Ente di governo del territorio portuale. Cosa si aspetta che faccia per avvicinare i cittadini al loro porto e soprattutto per farlo diventare luogo di incontro di esperienze, culture, mondi diversi, che quotidianamente passano da questo spazio affacciato sul mare?
"L'Autorità ha tre meravigliosi esempi, che stanno cambiando il volto di questa città confrontandosi con una crescita turistica clamorosa e mantenendo l'identità di una città unica al mondo, nel bene e nel male: l'aeroporto internazionale, il museo archeologico nazionale e il museo di Capodimonte. Manager moderni e intelligenti hanno capito, in queste tre strutture, quanto e come gli eventi, l'arte e la cultura siano il biglietto da visita del luogo. La caratterizzazione, l'uscita dall'anonimato attraverso l'utilizzo di questi strumenti hanno consentito l'esplosione delle presenze e garantito la piena soddisfazione sia dei turisti che dei cittadini, che hanno risposto con grande entusiasmo a queste iniziative. Va senz'altro seguita quella strada".
 

Tag: libri