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03 ottobre 2022, Aggiornato alle 18,36
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Ue avvia consultazione sui consorzi marittimi

La Commissione europea invita spedizionieri, terminalisti e operatori portuali a esprimersi, in vista della scadenza del Consortia Block Exemption Regulation ad aprile 2024

(Frans Berkelaar/Flickr)

a cura di Paolo Bosso

La Commissione europea ha pubblicato oggi un invito a presentare contributi sull'efficacia del quadro giuridico dell'Ue che esenta i consorzi di trasporto marittimo di linea dalle norme antitrust dell'Ue, cioè il regolamento di esenzione per categoria per i consorzi, o Consortia Block Exemption Regulation (CBER). Nel 2020, in piena pandemia, Bruxelles ha deciso di estenderlo per altri quattro anni e la consultazione avviata oggi serve per decidere soprattutto in che termini prorogarla o annullarla. 

Le parti interessate dispongono di due mesi circa (otto settimane), fino al 3 ottobre, per presentare le osservazioni. La Commissione presenterà una sintesi dei risultati della valutazione entro la fine dell'anno. Nell'invito della Commissione vengono coinvolti anche gli operatori del trasporto marittimo di linea, cioè vettori in generale, caricatori (autotrasportatori e aziende logistiche), spedizionieri, operatori portuali, terminalisti, che potranno esprimere le loro considerazioni sull'impatto dei consorzi delle compagnie di trasporto marittimo, nonché del regolamento CBER, sulle loro attività dal 2020 a oggi. Tenendo conto che negli ultimi due anni dalle associazioni di categoria sono arrivate periodicamente critiche al CBER e al funzionamento dei consorzi, non sarà difficile prevedere quali saranno le loro considerazioni.

Negli ultimi due anni le condizioni di mercato sono profondamente cambiate e da più parti, soprattutto dai caricatori, il CBER viene oggi criticato in quanto è diventato di fatto uno strumento di privilegio per gli armatori dei container. La decisione della Commissione Ue di avviare una fase di consultazione diventa quindi particolarmente significativa in questo momento. L'Europa è l'area di mercato che dà attualmente molta più libertà di altre agli armatori dei container di consorziarsi, di stringere alleanze, senza che questa attività sia sottoposta a particolari limitazioni antitrust. La ragione è dovuta al ruolo strategico delle compagnie marittime nell'approvvigionamento dei Paesi industrializzati (in questo caso, di beni di consumo tramite il trasporto di container) ma col tempo molti osservatori hanno riscontrato che il CBER ha permesso anche di consolidare gli oligopoli alla base di questo settore, tant'è che negli Stati Uniti da qualche mese l'approccio del governo è profondamente cambiato. Tant'è che questa disparità ha portato alla curiosa situazione di due pesi e due misure delle norme antitrust in un mercato marittimo globale.

Negli ultimi due anni la Commissione ha intrattenuto scambi regolari con operatori del mercato quali caricatori, spedizionieri e vettori, nonché con le autorità garanti della concorrenza e di regolamentazione in Europa, negli Stati Uniti e in altre giurisdizioni, sulle sfide cui deve far fronte il settore del trasporto marittimo. A dicembre 2021, nell'ambito delle sue attività di monitoraggio settoriale, la Commissione ha inoltre avviato un'indagine conoscitiva inviando questionari ai vettori attivi nei trasporti da e verso l'Ue per raccogliere informazioni di mercato, in particolare sugli effetti della pandemia di coronavirus sulle loro operazioni e sulla catena di approvvigionamento marittimo.

Il regolamento CBER consente alle compagnie di navigazione con una quota di mercato combinata inferiore al 30 per cento di concludere, a determinate condizioni, accordi di cooperazione per fornire servizi di trasporto merci in comune, noti anche come consorzi. Scadrà il 25 aprile 2024.

Tutti i dettagli relativi alla valutazione sono disponibili qui.

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