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13 dicembre 2019, Aggiornato alle 14,37
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Logistica

Trieste rinnova accordo con Rfi

La "cura del ferro" continua: interventi a Cervignano e Villa Opicina e riqualificazione di alcuni moli. Il tutto in vista della nuova stazione di Campo Marzio del 2023

La stazione di Campo Marzio

Continuare sulla strada della "cura del ferro", lo slogan con cui l'ex ministro dei Trasporti Graziano Delrio sottolineava la necessità di spingere la logistica delle merci sui treni. Aggiunge ancora più collegamenti via treno, mezzo che rappresenta uno dei punti di forza e di più rapido sviluppo attuale del porto di Trieste. Maurizio Gentile, amministratore delegato e direttore generale di Rete ferroviaria italiana (Rfi), e Zeno D'Agostino, presidente dell'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico orientale, hanno aggiornato l'accordo firmato nel 2016 (anno in cui il porto ha annunciato l'obiettivo di triplicare la quota dei treni) per ridurre le manovre e i tempi di percorrenza dello scalo giuliano, portando le stazioni il più vicino possibile alle aree di carico e scarico della merce. Sono previsti interventi alle stazioni di Cervignano Smistamento e Villa Opicina.

Il punto nevralgico sarà la stazione di Campo Marzio (dorsale Servola-Aquilinia), attualmente in fase di espansione per operare con treni da 750 metri, lo standard competitivo per questa forma di trasporto. Lavori che dovrebbero finire tra quattro anni, nel 2023, parallelamente alla realizzazione di alcuni interventi stabiliti nel nuovo Piano regolatore portuale di Trieste che prevede il miglioramento delle connessioni tra i moli 5, 6 e 7, l'ampliamento del Punto franco doganale e l'eliminazione del muro di delimitazione per dare aria ai binari.

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