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25 settembre 2020, Aggiornato alle 17,23
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Infrastrutture

Trieste, D'Agostino: "Vogliamo triplicare i treni"

La settimana prossima accordo da 70 milioni con Regione e Rfi per il rinnovo della stazione di Campo Marzio


Uno dei prossimi step della nuova Autorità di sistema portuale del mar Adriatico orientale sarà l'adeguamento delle infrastrutture, come il progetto della stazione di Campo Marzio. «La settimana prossima firmeremo un protocollo con la Regione Friuli e Rete Ferroviaria Italiana per la progettazione definiva, con un investimento congiunto di circa 70 milioni di euro, grazie al quale saremo in grado di movimentare il triplo dei treni», commenta il neopresidente dell'Authority, Zeno D'Agostino, che ora gestisce un' area che comprenderà, oltre al porto di Trieste, anche Monfalcone e successivamente Porto Nogaro. La notifica del decreto di nomina è pervenuta ieri sera alla Torre del Lloyd. 
 
Considerando che si tratta di un'authority dell'Adriatico orientale, il primo impegno "generale", di principio, di D'Agostino sarà quello di integrare il porto di Trieste con  le altre infrastrutture portuali regionali. Ma, fondamentalmente, l'incarico non cambia la natura dell'Autorità portuale che dovrà, attraverso l'azione degli uffici, attrarre nuovi investitori, rilanciare ulteriormente i traffici, le connessioni ferroviarie, lo sviluppo retroportuale, nonché l'immagine dello scalo sui mercati esteri con azioni di marketing mirate.
 
Dei progetti già avviati nel 2015 ve ne sono alcuni che daranno frutto a breve. «Nel 2018 – spiega D'Agostino - la piattaforma logistica sarà operativa ed arriveranno le prime navi. Abbiamo lavorato per modificare completamente l'organizzazione del lavoro con l'agenzia per il lavoro portuale (nata a maggio, ndr), considerata una best practice a livello nazionale con 111 persone che hanno avuto una stabilizzazione del contratto di lavoro». 
 
Altro dato rilevante è la crescita esponenziale del traffico ferroviario, «grazie – spiega D'Agostino - anche alla manovra unica, avviata nel 2015, che permette di dimezzare costi e tempi di lavoro. Al 30 settembre abbiamo fatto 5,600 treni, lo stesso numero ottenuto un anno fa. Viaggeremo al 30 per cento in più come traffico ferroviario a fine 2016 e saremo il primo porto ferroviario d'Italia con treni internazionali, diretti prevalentemente sull'estero».