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08 luglio 2020, Aggiornato alle 09,46
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Infrastrutture

Trieste, il porto adagiato su una miniera d'oro?

Problemi e potenzialità dello scalo giuliano alla luce del recente spostamento a Venezia della Minoan Lines. L'analisi di Lucilla Cechet ( DL News )


di Lucilla Cechet - DL News

Ho letto con angoscia Il Piccolo che ci informa con dovizia di particolari dell'ulteriore spostamento a Venezia della Minoan Line. Ricordo ancora la fatica e le difficoltà a Venezia per raggiungere l'imbarco, che paragonate alla situazione triestina non potranno che far perdere clientela alla Grimaldi.

Non sono vere le scuse addotte dal Piccolo, quotidiano che risponde a notabilati di ogni tipo politico. L'unica ragione valida espressa dal dott. D'Agostino è la necessità di spazi in Porto Sud per le manovre dei containers. Non c'è invece una ragione valida per non usare il Molo IV perché troppo corto. I fondali ci sono e la Stazione marittima per le crociere ha un molo ancora più corto per i giganti del mare attuali che dipenderanno dalle nebbie a Venezia. Come non è vero che i traghetti non portano indotto. Lo dimostrano i traghetti per l'Albania che si servono dell'Ipermercato Le torri, di fronte all'attracco dove prima di imbarcarsi o allo sbarco, i passeggeri si servono di ogni ben di Dio.

Il Molo IV, studiato apposta dall'ex presidente Boniciolli, ha al suo attivo la stazione ferroviaria, la stazione autobus, ed infiniti spazi in porto Vecchio per il rimessaggio delle auto che non vengono imbarcate con i passeggeri diretti a Patrasso. La ragione è tutt'altra. Si tratta di monopolio del Porto Sud che ha concessioni lunghissime per i traffici con la Turchia che ancora non sappiamo che funzione avrà nel panorama geopolitico attuale. Intorno alle suddette Stazioni ed in quella posizione centrale fioriscono supermercati di varie grandezze che farebbero rifiorire il commercio triestino di recente memoria che sta velocemente riprendendo per i prezzi fortemente competitivi.

Se, poi, riuscissimo a ridiventare la Città Stato rappresentata dal Vecchio TLT saremmo addirittura di aiuto all'Italia intera che potrebbe usufruire della situazione giuridica particolare in grado di detassare le merci in transito lavorate nell'immenso Portovecchio. La fascia lungo il viale Miramare, che serve alla città, potrebbe essere compensata mantenendo il Punto Franco, tombando una parte della costa barcolana per farne ciò che si vuole. C'è un immenso parco binari già pronto. Tutto è pronto e potrebbe essere adeguato con poca spesa se qualcuno comprendesse che Trieste è adagiata su una miniera d'oro, ma dei politici inadeguati non vedono più lontano del loro naso e perdono tempo in chiacchiere inutili.

C'è bisogno di gente dalla vista panoramica e mi dispiace vederla fuggire da Trieste perché non conosce abbastanza bene la città ed ascolta o subisce le idee confuse dei nativi. Il Porto Nord (Portovecchio) troverà investitori a non finire quando capirà che deve rimanere Punto Franco. Siamo tutti in attesa ed ancora più in attesa che Trieste ridiventi quel Porto Internazionale che serve a tutta l'Europa ma soprattutto a Suez e dintorni […].