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25 ottobre 2020, Aggiornato alle 12,46
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Infrastrutture

Trieste, HHLA di Amburgo sarà primo gestore della piattaforma logistica

Accordo tra ICOP, Francesco Parisi e il terminalista tedesco, che ottiene il 50,01 per cento di PLT e diventerà primo azionista entro gennaio tramite un aumento di capitale

La piattaforma logistica del porto di Trieste in una foto di qualche mese fa

Hamburger Hafen und Logistik-HHLA entra nella piattaforma logistica del porto di Trieste. Il principale terminalista del porto di Amburgo (ne gestisce tre su quattro) ha siglato un accordo con i soci ICOP e il presidente del CdA Francesco Parisi per entrare nel capitale di Piattaforma Logistica Trieste con una quota del 50,01 per cento. Entro gennaio 2021 verrà sottoscritto un aumento di capitale esclusivo per qualificarlo come primo azionista.

L'accordo è rilevante perché determina l'ingresso di un grosso operatore nella gestione di un terminal container di nuova fattura e geograficamente strategico, a "due passi" dal mercato centro-europeo. Per Zeno D'Agostino, presidente dell'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Orientale, è un «traguardo atteso da decenni in cui Nord e Sud Europa fanno sintesi dal punto di vista portuale e strategico, in un'alleanza che unisce Italia e Germania». Per Angela Titzrath, amministratrice delegata di HHLA, il punto di forza di Trieste è il suo essere il porto più settentrionale del Mediterraneo, e «al contempo lo sbocco a Sud dell'Europa Centrale e Orientale. Il terminal ci offre la posssibilità di intercettare nuovi flussi di merci e al tempo stesso intendiamo rafforzare ulteriormente i nostri terminal di Amburgo attraverso investimenti in impianti e tecnologie. Siamo un'azienda di Amburgo ma ci sentiamo a casa in Europa e operiamo a livello globale». Anche Parisi si è detto soddisfatto di un accordo che dà buone prospettive di crescita.

Il terminal PLT è attualmente in fase di ultimazione con l'allestimento delle prime gru. Domani, alla presenza di Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo Economico, e di Angela Titzrath, CEO di HHLA, si terrà una cerimonia di inaugurazione di fine lavori. Entrerà in funzione nel primo trimestre del 2021 ed è progettata per la movimentazione di container e roll-on/roll-off. La capacità ammonterà in totale a circa 300 mila TEU, 90.000 unità ro-ro e 700 mila tonnellate di carico generale. 

La struttura è gestita da un partneriato pubblico-privato tra Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Orientale - che non è parte attiva di questo accordo ma ente verificatore -, aziende locali (ICOP, Francesco Parisi Casa di Spedizioni, Interporto Bologna e Cosmo Ambiente), e da oggi anche dal futuro primo azionista Hamburger Hafen und Logistik. Si trova nella zona di Bagnoli della Rosandra e rientra nella FREEeste, una nuova zona franca, di proprietà dell'Interporto di Trieste, estesa per 240 mila metri quadri, di cui 74 mila coperti, dopo l'acquisto negli anni scorsi del terminal dello Scalo Legnami che ha permesso di raddoppiare la superficie originaria del progetto, iniziato nel febbraio 2016, raggiungendo un'estensione di 24 ettari. Ha un doppio attracco, un raccordo ferroviario e una concessione di durata trentennale.

Servirà a potenziare i collegamenti intermodali in un porto che negli ultimi anni ha visto crescere la domanda di trasporto su treno, fino a raggiungere il 56 per cento del traffico complessivo, una quota molto alta. PLT Si collegherà al futuro scalo ferroviario di Campo Marzio, che si sta dotando di una struttura per treni da 750 metri. È costato circa 150 milioni di euro, di cui 99 milioni dall'Adsp giuliana. Sull'ex area a caldo si svilupperà il raccordo ferroviario della stazione di Servola, che potrà accogliere treni completi da 750 metri, nonché uno snodo autostradale diretto sulla Grande viabilità. Saranno poste le basi per il successivo avvio dei lavori del Molo VIII, previsto dal Piano regolatore portuale approvato nel 2016. Si tratta di un ulteriore investimento di oltre 400 milioni di euro per dare lavoro a circa 500 persone.

«La più compiuta attuazione della "Via della Seta" – continua D'Agostino - non si esaurisce nella Belt And Road Initiative di impronta cinese. Mancava finora una visione forte da parte europea, capace di integrare e bilanciare punto di vista e interessi provenienti dall'Asia. Tale è il contributo strategico che viene oggi da Trieste, porto dall'animo internazionale come dimostrano i numerosi capitali stranieri già presenti, tra cui Turchia, Svizzera, Danimarca, Ungheria, solo per citarne i principali».

HHLA ha sede ad Amburgo, primo porto ferroviario d'Europa, principale porto della Germania, situato sul fiume Elba, e terzo porto europeo, dopo Rotterdam e Anversa. La società tedesca è quotata in Borsa e ha come socio di maggioranza assoluta il Comune di Amburgo con il 68,4 per cento, mentre il 31,6 per cento è flottante. Conta 6,300 dipendenti, movimenta 7,5 milioni TEU di container l'anno e nel 2019 ha ottenuto ricavi per 1,38 miliardi di euro e un fatturato netto di 137 milioni. Attualmente ha in corso investimenti in quattro terminal del porto di Amburgo, un terminal a Odessa in Ucraina e uno a Tallinn in Estonia.

L'integrazione di PLT con le aree circostanti è stata ulteriormente rafforzata con la recente firma dell'Accordo di programma col ministero dello Sviluppo economico la riconversione industriale nell'area della ferriera di Servola. L'accordo mira a rilanciare il comprensorio industriale dove sorgeva l'altoforno, spento nei mesi scorsi, dopo 123 anni di attività. In base all'accordo, che prevede al posto della ferriera un polo logistico, gli anni previsti per la riconversione sono cinque per 98 milioni di lavori.