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06 aprile 2020, Aggiornato alle 14,01
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Torna il sorriso a Gioia Tauro: i traffici crescono

Dopo due anni di decrescita, scioperi e crisi terminalistica, nel primo porto di trasbordo italiano sono stati movimentati l'anno scorso 2,52 milioni di teu

Msc Zoe al porto di Gioia Tauro, nave da quasi 20 mila teu

Torna il sereno nel porto di Gioia Tauro. Dopo due anni di traffico in calo, nel 2017 e nel 2018, lo scalo calabrese ha chiuso in positivo l'anno appena concluso. «La politica di rilancio e di riqualificazione dell'infrastruttura portuale, messa in campo dall'Autorità portuale di Gioia Tauro in sinergia con il nuovo management di Medcenter Container Terminal, ha iniziato a dare i suoi frutti», si legge in una nota. All'inizio di dicembre, infatti, il patron di Msc (e gestore del terminal con il Medcenter), Gianluigi Aponte, ha visitato lo scalo per fare il punto sugli investimenti che l'armatore sta facendo per rinforzare soprattutto il parco gru (a luglio, per esempio, ne sono state demolite tre obsolete) e le gru "a cavaliere". Oggi Aponte, con Terminal Investment Limited, gestisce da aprile il 100 per cento del terminal di trasbordo di Gioia Tauro. Alla sua visita è seguita pochi giorni dopo quella della ministra dei Trasporti, Paola De Micheli. Infine, poco prima di Capodanno, l'agenzia del lavoro portuale è stata rinnovata per altri due anni.

Il traffico dei container – il principale del porto - è cresciuto di circa l'8 per cento, cosa che determina una netta inversione di tendenza e nonostante la crisi dei traffici dei primi tre mesi del 2019 culminata con uno sciopero di nove giorni da parte degli operai del Medcenter. A conti fatti, lo scalo di Gioia Tauro ha totalizzato 2.522,874 teu e l'arrivo di 1,287 navi. 

Nel dettaglio, è aumentato il numero di portacontainer attraccate, cresciute del 5,1 per cento con un innalzamento dei movimenti di circa 1,6 milioni e una relativa crescita percentuale dell'8,6. «Si è giunti a questo traguardo – spiega l'Autorità portuale - perché lo scalo calabrese, nel corso dell'anno, ha mantenuto stabile la strada del rinnovamento, concretizzando la sua politica di sviluppo mirata a definire un chiaro cambio di tendenza e porre fine al periodo buio che ha segnato, negli ultimi anni, la vita dell'infrastruttura portuale». Gioia Tauro si conferma così il primo hub nazione di trasbordo.  

Ritorna a dei buoni livelli anche la produttività degli addetti dello scalo commerciale, a volte criticati per eccessiva lentezza: crescita del 2,8 percento della lavorazione oraria sulle navi madri, mentre sui feeder è stato raggiunto un incremento del 3 per cento.

Ha contribuito a risalire la china la piena operatività degli investimenti del terminalista attraverso un importante progetto di rinnovamento dell'equipaggiamento di terra, così da mantenersi aggiornato di fronte alla costante crescita delle navi, oltre ad adeguare tecnologie e velocità di movimentazione delle gru di banchina e dei mezzi meccanici, portando a termine i lavori di rifacimento dei piazzali e delle vie di corsa. È stato avviato un programma triennale di lavori di manutenzione ordinaria dei fondali portuali per una spesa di 3,5 milioni di euro.

Per completare la piena funzionalità del terminal, l'Autorità portuale contribuirà con un investimento di oltre 8 milioni per i prossimi due anni per finanziare il risanamento di banchina dei tratti A e B e l'adeguamento strutturale della pavimentazione nel tratto C con l'obiettivo di incrementarne la sua complessiva portanza.

«Attendiamo il 2020 per certificare un completo rilancio dei traffici portuali, che ha già dato i suoi frutti sin dal secondo semestre del 2019», commenta il commissario dell'Autorità portuale, Andrea Agostinelli. «Ora - conclude - ogni sforzo dell'Autorità portuale andrà profuso nella realizzazione dei collegamenti ferroviari con la rete nazionale e nella valorizzazione del gateway ferroviario, ormai realizzato. Di tutto questo abbiamo avuto positivi riscontri dal ministro De Micheli, e di questo parleremo nei prossimi giorni con i candidati alle prossime elezioni regionali».